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Steve McCurry, «Golden Rock, Pagoda of Kyaikto, Birmania», 1994

Courtesy of Finarte Casa d’Aste

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Steve McCurry, «Golden Rock, Pagoda of Kyaikto, Birmania», 1994

Courtesy of Finarte Casa d’Aste

Fotografia d’autore in scena da Finarte

Da Steve McCurry a David LaChapelle, Nick Brandt, Hiroshi Sugimoto, Francesca Woodman, Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Gabriele Basilico e Franco Fontana – un viaggio attraverso 235 opere di maestri storici e contemporanei della fotografia

Lavinia Trivulzio

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Il primo aprile, la fotografia d’autore entra in scena con una nuova stagione di prestigio firmata Finarte. Un progetto espositivo e d’asta che promette di «celebrare lo sguardo dei maestri italiani e internazionali», riunendo nomi storici e contemporanei in una selezione che attraversa epoche, tecniche e visioni. Il Dipartimento di Fotografia propone 235 lotti, esposti dal 27 marzo fino al giorno dell’asta nella sede milanese di via dei Bossi 2. Tra i protagonisti, Steve McCurry, David LaChapelle, Nick Brandt, Hiroshi Sugimoto, Francesca Woodman, Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Gabriele Basilico e Franco Fontana. Un insieme «capace di dialogare con un pubblico ampio e trasversale», che offre la possibilità di arricchire la propria collezione spaziando dai grandi classici alle ricerche più contemporanee. Tra le opere internazionali, spiccano Sugimoto con un pezzo dalla celebre serie «Seascapes, Caribbean Sea», 1980 (stima 30mila - 40mila euro), Desirée Dolron con un raro scatto della serie «Xteriors», 2002 (Lotto 77, stima 20mila - 30mila), e Nick Brandt che racconta «l’Africa selvaggia come denuncia dell’intervento invasivo dell’uomo» con «Elephant Exodus, Amboseli», 2008 (Lotto 104, stima 4mila - 6mila).

Harry Cartier - Bresson, «Valencia», 1933. Courtesy of Finarte Casa d’Aste

Franco Fontana (1933) Paesaggio, 1987. Courtesy of Finarte Casa d’Aste

Il grande pubblico potrà confrontarsi con icone universali: McCurry con «Golden Rock, Pagoda of Kyaikto, Birmania» (Lotto 107, stima 5.500 - 6.500 euro), LaChapelle immortalando Britney Spears in «NYC street scene shot in California», 2000 (Lotto 66, stima 8mila - 12mila), e il maestro Henri Cartier-Bresson con «Valencia», 1933 (Lotto 30, stima 2mila - 3mila), «a sottolineare il taglio surrealista di molte delle sue opere».

La fotografia italiana è protagonista con scatti entrati nell’immaginario collettivo: Gianni Berengo Gardin con «Gran Bretagna», 1977 (Lotto 38, stima 2.500 - 3.500 euro), Mario Giacomelli con «Scanno Boy» (Lotto 140, stima 4mila - 5mila euro) e Franco Fontana con il suo paesaggio cromatico del 1987 (Lotto 18, stima 2.500 - 3.500). Tra i contemporanei, Maurizio Galimberti con «Modigliani Ready Made Jeanna 1925», 2025 (Lotto 118, stima 1.500 - 2.500 euro) e Paolo Ventura con «Confesso a mio fratello della mia felicità», 2016 (Lotto 125, stima 6mila - 8mila euro).

Come sottolinea il curatore scientifico Roberto Mutti: «Accanto ai lavori storicizzati della fotografia italiana vengono proposte opere contemporanee come quelle di Galimberti e Ventura, che si caratterizzano per l’unicità delle stesse, con interventi l’uno di collage e l’altro pittorici. Autori da attenzionare proprio per il loro trasgredire in questi casi la caratteristica tipica della fotografia, la tiratura». Un appuntamento che promette di diventare uno specchio della fotografia mondiale, «dove ogni opera racconta un punto di vista unico, capace di restituire la complessità del mondo». 

Lavinia Trivulzio, 19 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

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Fotografia d’autore in scena da Finarte | Lavinia Trivulzio

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