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LAVINIA TRIVULZIO

Nata dalla trasformazione di un edificio di servizio civile, la Fire Station di Doha si è imposta come uno dei centri più dinamici del sistema dell’arte qatariota: tra mostre internazionali, programmi di residenza e dialoghi con la comunità artistica locale.

Dopo tredici anni di assenza, le Bahamas tornano alla Biennale di Venezia con un progetto che fa della collaborazione, della memoria e della trasformazione dei materiali il proprio asse concettuale. In Another Man’s Yard: John Beadle, Lavar Munroe, and the Spirit of (Posthumous) Collaboration è il titolo della mostra che segna la seconda partecipazione del Paese caraibico alla Biennale di Venezia, in programma dal 9 maggio al 22 novembre 2026, nell’ambito della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte .

Una figura di riferimento dell’arte del dopoguerra e contemporanea nel team globale della galleria

A BolognaFiere apre la quinta edizione di «Devotio», appuntamento biennale dedicato ai prodotti devozionali e ai servizi per il settore religioso. Con 229 espositori da 17 Paesi e visitatori attesi da circa 50 nazioni, la manifestazione si conferma come osservatorio privilegiato su artigianato, arte sacra, tecnologie e cultura del culto, affiancando all’area commerciale un articolato programma di conferenze, mostre ed eventi in città.

Da kaufmann repetto e Greene Naftali a New York, un doppio percorso espositivo che trasforma la scultura in un luogo rituale fatto di cammino, rifugio e frammenti di storia

Tra musei, architetture iconiche e politiche culturali centralizzate, Saadiyat Island si afferma come uno dei più ambiziosi esperimenti di costruzione istituzionale dell’arte nel XXI secolo. Un progetto che intreccia soft power, collezionismo pubblico e narrazione globale, sollevando interrogativi sul rapporto tra cultura, libertà e produzione simbolica.

Artista, regista e pedagogo, Wael Shawky ha costruito una pratica che interroga i grandi racconti della storia attraverso miti, marionette, performance e film. Al centro del suo lavoro c'è la messa in crisi delle narrazioni dominanti e dei meccanismi di potere che le producono.

A Teglio, il Museo nazionale Palazzo Besta presenta una mostra che intreccia sport, paesaggio e trasformazioni sociali delle Alpi, all’interno dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026. Un progetto storico e culturale che usa lo sport come lente per leggere un secolo di cambiamenti territoriali e simbolici.

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L'artista sudafricano presenta nella sede milanese della Galleria Lia Rumma un atlante poetico dell’esilio, della memoria e dell’incertezza

Sculture Tang e tappeti imperiali cinesi si incontrano in un percorso tra potere, simbolo e astrazione

Alla Galleria Poggiali va in scena una riflessione installativa sulla perdita del firmamento notturno e sulla trasformazione degli oggetti quotidiani in costellazioni artificiali

A vent’anni dalla sua scomparsa, Gordon Parks emerge così come un autore ancora capace di parlare al presente. La Gordon Parks Foundation ne ha fatto un modello dinamico: un archivio vivo, una piattaforma curatoriale e un laboratorio di pratiche culturali che riafferma, oggi come allora, il potere dell’immagine come strumento di consapevolezza e responsabilità civile.

Musei, archivi e istituzioni stanno rileggendo il suo lavoro come corpus artistico di straordinaria complessità formale. Parks ha contribuito a cambiare lo sguardo del suo tempo grazia alla capacità di tenere insieme etica ed estetica, denuncia e bellezza.

Il 9 gennaio alla kaufmann repetto di New York apre «The Hearth», la nuova mostra di Simone Fattal, in dialogo con «The Primeval Forest» da Greene Naftali. È il ritorno dell’artista a New York dopo la retrospettiva del 2019 al MoMA PS1. In mostra sculture, disegni e collage che intrecciano mito, memoria e materia, dando forma a un tempo stratificato e rituale

La vendita americana appare come un racconto stratificato della storia del Nuovo Mondo, con capolavori, opere rare e oggetti simbolici che concorrono a restituirne un’immagine complessa e affascinante 

Dalle anfore greche alle lische di pesce salato, le scoperte di Kom el-Ahmar e Kom Wasit rivelano un crocevia di commercio, cultura e vita quotidiana nel V secolo a.C. e nell’epoca romana

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