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Redazione
Leggi i suoi articoliUn furto notturno ha colpito uno dei luoghi più cari ai bolognesi. A essere presa di mira è stata la Basilica di San Luca, dove ignoti si sono introdotti durante la notte approfittando di lavori in corso sul lato dell’edificio. L’accesso sarebbe avvenuto proprio dall’area del cantiere, in un momento in cui il sistema di allarme che protegge la teca della Sacra Immagine risultava temporaneamente disattivato per consentire gli interventi tecnici.
A fare la scoperta, mercoledì 18 febbraio, è stato il rettore, don Remo Resca, al momento dell’apertura mattutina della chiesa. Davanti ai suoi occhi si è presentata una scena dolorosa. Il vetro di protezione dell’icona della Madonna di San Luca era stato infranto e parte dei gioielli applicati sulla lamina d’argento risultava mancante. Nonostante lo scasso, i volti della Vergine e del Bambino non hanno riportato danni visibili.
Le forze dell’ordine sono state immediatamente allertate dall’Arcidiocesi di Bologna e sono intervenute per i primi accertamenti. Sul posto anche la polizia scientifica, che ha eseguito i rilievi e repertato un guanto rinvenuto nell’area del furto, elemento che potrebbe rivelarsi utile alle indagini. Al vaglio degli investigatori tutte le immagini registrate dalle telecamere, sia interne sia esterne al complesso.
Nel corso della Messa celebrata la stessa mattina, seppur con un lieve ritardo rispetto all’orario consueto, don Resca ha condiviso con i fedeli quanto accaduto. Dall’altare ha parlato di «grande agitazione» e di un diffuso senso di amarezza, accompagnato persino da un sentimento di colpa. Quando si verifica un episodio simile, ha spiegato, è inevitabile chiedersi se qualcosa avrebbe potuto impedirlo. Il sacerdote ha ricordato come l’allarme fosse stato temporaneamente scollegato proprio per consentire i lavori in corso. «Quando ho visto il vetro rotto - ha confidato - il cuore si è spezzato, ma ho provato sollievo nel constatare che la Madonna era rimasta integra». Ha quindi assicurato un rafforzamento delle misure di sicurezza per tutelare l’immagine sacra.
Dura la presa di posizione della Diocesi, che ha definito l’accaduto un «oltraggio» verso ciò che da nove secoli rappresenta un simbolo spirituale e identitario per la città. In un momento particolarmente significativo come l’inizio del cammino quaresimale, la comunità bolognese si è detta profondamente colpita dall’atto vandalico.
Gli oggetti sottratti sono ex voto donati nel tempo dai fedeli. Preziosi offerti in segno di devozione e fissati sulla lastra argentata che incornicia l’icona. Dai primi riscontri, ottenuti confrontando le immagini precedenti al furto, risulterebbero mancanti una catena d’oro e diversi anelli, per un totale di circa una decina di pezzi. Resta da chiarire perché non siano stati asportati tutti i gioielli. Non si esclude che i responsabili siano stati disturbati o costretti a fuggire prima di completare il colpo.
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