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Valeria Tassinari
Leggi i suoi articoli«La Pinacoteca di Cento è un luogo speciale, prezioso e unico, custode del genio di Guercino e fulcro di una comunità profondamente legata alla propria storia e alla propria arte», ha affermato lo storico dell’arte Giovanni Sassu (1970) nel dare notizia della sua nomina a direttore dei Musei Civici di Cento, incarico che ricoprirà dal primo agosto. Figura di consolidata esperienza in ambito museale (è già stato direttore del Museo della Cattedrale e dei Musei Civici d’Arte Antica di Ferrara, poi direttore dei Musei Comunali di Rimini) Sassu ha una specifica competenza nell’arte tra Quattrocento e Seicento, ambito sul quale si sono prevalentemente incentrati i suoi studi. Nella sua carriera, infatti, ha curato mostre di grande successo come «Cosmè Tura e Francesco del Cossa. L’arte a Ferrara nell’età di Borso d’Este» (con Mauro Natale, a Palazzo dei Diamanti, 2007) e «Carlo Bononi. L’ultimo sognatore dell’Officina ferrarese» (Palazzo dei Diamanti). Attento alla visione programmatica e narrativa del museo come luogo di relazioni, ha promosso numerosi restauri e nel 2020-21 ha guidato il totale riallestimento di Palazzo Schifanoia nel segno di una più accessibile cultura della fruizione, mentre a Rimini ha rinnovato alcune sezioni del Museo della Città e curato tre edizioni del Festival del Mondo Antico.
Nella città natale del Guercino (Cento, 1591-Roma, 1666) si occuperà in particolare della valorizzazione della Pinacoteca Civica, riaperta alla fine del 2023 dopo importanti lavori di restauro post terremoto e considerata un luogo imprescindibile per la conoscenza dell’arte del maestro barocco, del quale custodisce 16 tra pale d’altare e quadri da stanza, numerosi affreschi staccati e 11 disegni, oltre a opere della sua bottega, a una sezione dedicata allo scultore Stefano Galletti (Cento, 1832-Roma, 1905) e a significative testimonianze di artisti operanti nel crocevia tra Bologna, Modena e Ferrara.
«Metterò al servizio di Cento la mia esperienza, convinto che al centro di ogni museo, e della cultura in generale, debba sempre esserci la relazione profonda e dinamica tra le persone e i luoghi, ha dichiarato Sassu, in quanto credo fortemente, nonostante i tempi non proprio floridi, nel ruolo del museo civico nella società: perché ogni museo è, prima di tutto, una rete di relazioni con le opere, con le persone, con il territorio».
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