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Nicoletta Biglietti
Leggi i suoi articoliPer Ben Orlin, c’è un paradosso divertente del design: l’utilità genera bellezza e, al contempo, è nell’efficienza che si trova l’eleganza. Perché è proprio nel punto in cui un oggetto smette di essere «soltanto» funzione e inizia a diventare «simbolo» che si supera l’idea di utilità per acquisire un significato culturale capace di resistere alle generazioni. E nel solco di questa riflessione si inserisce anche «Hanami», progetto con cui Honda celebra i venticinque anni dell’SH125, affidando allo scultore Filippo Tincolini il compito di reinterpretare uno degli scooter più riconoscibili della mobilità urbana europea attraverso il linguaggio della scultura.
Non si tratta di un'operazione celebrativa. Né di un esercizio estetico costruito attorno a un anniversario industriale. «Hanami» è piuttosto un incontro tra mondi diversi: design contemporaneo, cultura giapponese, tradizione scultorea italiana e sperimentazione tecnologica. Un progetto che sceglie di raccontare la permanenza attraverso la materia e la fragilità attraverso il simbolo. Da una parte il marmo di Carrara, solido, eterno, immobile. Dall’altra la fioritura dei sakura, delicata e destinata a svanire nel giro di pochi giorni. È proprio da questa tensione tra durata e impermanenza che prende forma l’opera di Tincolini: una scultura in scala reale dell’SH125i scolpita da un unico blocco di marmo, in cui solo la parte anteriore dello scooter emerge dalla pietra mentre il resto rimane ancora intrappolato nella materia.
L’effetto è immediato. Lo scooter non appare completamente rivelato, ma sembra nascere lentamente dalla roccia. Una presenza sospesa tra apparizione e incompiutezza. È qui che il progetto entra in dialogo con uno dei riferimenti più forti dell’intera operazione: il “non-finito” michelangiolesco. Tincolini riprende infatti la lezione di Michelangelo scegliendo deliberatamente di lasciare parte dell’opera inglobata nel marmo. Non come gesto incompleto, ma come dichiarazione poetica. Nella tradizione rinascimentale il «non-finito» rappresentava la tensione della forma che cerca di liberarsi dalla materia. Michelangelo stesso, in un celebre sonetto, esprimeva questo tema: «Non ha l'ottimo artista alcun concetto / ch'un marmo solo in sé non circonscriva / col suo soverchio, e solo a quello arriva / la mano che obbedisce all'intelletto». Il lavoro dell'artista consiste dunque nel portare alla luce una forma che sembra esistere già all’interno della pietra. In «Hanami» questa idea viene trasportata nel presente. L’SH125i appare come una forma in trasformazione continua, congelata nell’istante esatto in cui sta emergendo. Non è ancora completamente nato, ma non è più nemmeno pura materia. È un oggetto che vive nel passaggio. E proprio il tema del passaggio diventa centrale nell’intero progetto.
Il titolo «Hanami», che in giapponese indica l’osservazione della fioritura dei ciliegi, introduce infatti un secondo livello di lettura legato all’estetica del «Mono no aware», uno dei concetti più profondi della cultura giapponese. Come sintetizzato dallo scittore Yoshida Kenkō, «La bellezza vive nel suo svanire». È un’espressione che descrive la consapevolezza della transitorietà delle cose e quella sottile malinconia che nasce davanti alla bellezza destinata a svanire. I sakura diventano così molto più di un elemento decorativo. I fiori scolpiti sulla carena, sulla forcella e sulla ruota trasformano lo scooter in un simbolo della bellezza effimera. La loro presenza dialoga continuamente con il marmo, creando un contrasto potente tra ciò che dura e ciò che inevitabilmente sfiorisce.
È qui che l’opera acquista la sua dimensione più lirica. Perché «Hanami» non parla soltanto di uno scooter. Parla del tempo. Della memoria. Della capacità di alcuni oggetti di attraversare epoche diverse mantenendo intatta la propria identità.
Dal 2001 l’SH125 rappresenta uno dei progetti più longevi della produzione Honda. Nato come mezzo pratico per la mobilità urbana, nel corso di venticinque anni ha mantenuto una continuità stilistica rara nel panorama contemporaneo. Le sue proporzioni, le superfici pulite, l’immediatezza delle linee sono rimaste riconoscibili pur adattandosi alle trasformazioni tecnologiche e ai cambiamenti delle città europee.
Tincolini lavora proprio su questa continuità. Sottrae lo scooter alla sua funzione quotidiana e lo trasforma in un oggetto contemplativo. Le superfici industriali diventano superfici scolpite. La serialità lascia spazio all’unicità della materia lavorata a mano. Il design smette di essere soltanto funzionale e diventa linguaggio culturale.
Questo dialogo tra arte classica e design industriale è uno dei nuclei più forti del progetto. «Hanami» dimostra infatti come un prodotto nato per la produzione seriale possa essere reinterpretato attraverso i codici della scultura contemporanea senza perdere la propria identità. Anzi, rafforzandola.
Accanto all’opera in marmo, Honda sviluppa anche SH125i Marmo, un concept realizzato utilizzando resina acrilica riciclabile capace di riprodurre sulle carene le venature naturali della pietra. Anche in questo caso il progetto si muove su un doppio livello: estetico e tecnologico. La ricerca sui materiali diventa infatti parte integrante della riflessione. L’integrazione del colore direttamente nella resina elimina la necessità della verniciatura tradizionale, riducendo emissioni, consumi energetici e sprechi produttivi. Il marmo, quindi, non resta soltanto un riferimento artistico, ma diventa anche ispirazione per immaginare nuove possibilità industriali e sostenibili.
Perchè un oggetto nato per la mobilità quotidiana può non solo attraversare il tempo, ma deve anche definirlo, diventando un simbolo duraturo di innovazione, arte e consapevolezza estetica. «Hanami» è quindi la prova tangibile che la vera eccellenza risiede nella capacità di unire la funzione al sublime, lasciando un'impronta indelebile che va oltre il prodotto stesso.