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Norman Rockwell, Study for Cheerleaders (1952)

Courtesy of Heritage Auctions

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Norman Rockwell, Study for Cheerleaders (1952)

Courtesy of Heritage Auctions

Heritage Auctions punta un nuovo record: il primo semestre vale 1,4 miliardi di dollari

L'incremento del 47% rispetto ai primi sei mesi del 2025 proietta la casa d'aste, specializzata in collectibles, verso un ennesimo eccezionale primato

Camilla Sordi

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Il collezionismo di nicchia e la cultura pop stanno riscrivendo le gerarchie del mercato globale delle aste. Ad accentrare simbolicamente e concretamente tale cambiamento è la casa d'aste americana Heritage Auctions, che da cinque anni consecutivi migliora il suo fatturato, arrivando nel 2025 a oltre 2,15 miliardi di dollari di fatturato. Non sorprende, ma a ben guardare forse dovrebbe, che il trend del 2026 sembri portare dritti a un nuovo primato. La maison ha infatti annunciato di aver superato gli 1,4 miliardi di dollari di vendite nei primi sei mesi dell'anno, registrando il risultato semestrale più alto nei suoi cinquant'anni di storia. Per intenderci, un incremento di circa il 47% rispetto ai 962 milioni di dollari totalizzati nello stesso periodo del 2025. Se il trend dovesse mantenersi costante nella seconda metà dell'anno, la casa d'aste con sede a Dallas è destinata a superare agilmente il record dello scorso anno, che le aveva permesso di posizionarsi come terzo player globale alle spalle dei colossi Sotheby’s e Christie’s.

A trainare l'exploit non è il mercato dell'arte tradizionale, bensì la diffusione dei collectibles e l'avvento di una nuova leva di acquirenti, caratterizzata da un approccio transfunzionale e da interessi che spaziano tra settori apparentemente distanti. Aviva Lehmann, vice presidente del dipartimento di belle arti della maison, evidenzia come «questa solida base di clienti sia sensibilmente più giovane, eterogenea e incline a un collezionismo trasversale mai visto in passato, tanto da rendere possibile la vendita del ritratto di un maestro come Sargent a un appassionato di fumetti».

Mutamento antropologico che ha trasformato ambiti un tempo considerati d'intrattenimento, come i videogiochi, i fumetti e le carte collezionabili, in mercati internazionali di assoluto rilievo. Recentemente, la casa d'aste ha venduto una copia sigillata del videogioco Super Mario Bros. del 1985 per 3 milioni di dollari, stabilendo il nuovo primato mondiale per un titolo videoludico in un'asta. Parallelamente, il comparto dei fumetti ha registrato una transazione privata da ben 13 milioni di dollari per gli storici albi Superman No. 1 (1939) e Batman No. 1 (1940). Grandi risultati sono arrivati anche dalla letteratura. L'asta della biblioteca di fantascienza del collezionista David Aronovitz ha incassato 3,3 milioni di dollari, fissando record storici per le opere di J.R.R. Tolkien e Isaac Asimov, mentre a maggio è stato raggiunto il record assoluto per il maestro del vetro veneziano Lino Tagliapietra. Senza dimenticare la numismatica, radice storica della maison, che ha visto battere una moneta cinese del 1911 per 4,88 milioni di dollari, posizionandola tra le tre monete internazionali più preziose mai passate in un'asta.

Super Mario Bros. Nintendo game, 1985. Courtesy of Heritage Auctions

Anche il segmento dello sport e della storia americana ha mostrato una vitalità eccezionale. Tra i memorabilia sportivi spiccano i 3,5 milioni di dollari sborsati per una rarissima carta collezionabile T206 Honus Wagner del 1909 e il milione di dollari investito per gli stivali gialli indossati sul ring da Hulk Hogan, record assoluto per un cimelio legato al wrestling. Sul fronte dell'Americana, le celebrazioni per il 250° anniversario della nazione hanno fruttato 8,4 milioni di dollari, con una lettera autografa di George Washington del 1776 aggiudicata per 275mila dollari. Un entusiasmo altrettanto acceso ha circondato le opere di Norman Rockwell, con la vendita di 18 lavori su carta dell'illustratore, guidati dallo studio per Cheerleaders (1952), battuto a 600mila dollari. Secondo Lehmann, questi lotti vanno considerati autentici oggetti d'importanza storica e icone nostalgiche dell'immaginario americano, il cui valore culturale è perfettamente compreso da chi è disposto a spendere cifre a sette zeri per documenti storici come la Magna Carta.

Mentre il mercato dell'arte contemporanea sconta spesso una forte volatilità legata alle contrazioni economiche, il collezionismo di nicchia sembra muoversi in un ecosistema protetto dalle turbolenze geopolitiche globali. Nicholson rileva come, indipendentemente dalle oscillazioni dei mobili inglesi o dell'arte tradizionale, il settore dei memorabilia mantenga una spinta costante e impermeabile agli scenari internazionali. Un concetto riassunto con pragmatismo: «Finché esisteranno ragazzini di nove anni, ci saranno futuri acquirenti di cimeli sportivi, ed è un dato di fatto». Con un fitto calendario di vendite pianificate che spazia dal cinema all'animazione, fino ai videogiochi, la casa d'aste guarda con ottimismo al resto dell'anno, forte di un modello operativo che offre cataloghi accessibili e diversificati ogni singolo giorno dell'anno.

Camilla Sordi, 10 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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