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Bruce Gilden, «Untitle», 1900, Port-au-prince, Haiti.

©Bruce Gilden/ Magnum Photos.

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Bruce Gilden, «Untitle», 1900, Port-au-prince, Haiti.

©Bruce Gilden/ Magnum Photos.

Il Brescia Photo Festival rafforza la propria identità

Dal 26 al 29 marzo 2026 Brescia ospita la IX edizione del Brescia Photo Festival: quattro giorni di mostre, incontri e progetti fotografici, con Bruce Gilden protagonista di una grande monografica e la città trasformata in un laboratorio diffuso di fotografia contemporanea

Redazione GdA

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La fotografia attraversa Brescia come una lente discreta e curiosa, senza clamore ma con attenzione: registra la città, ne osserva i gesti, le architetture, le persone, le storie che altrimenti sfuggirebbero. Il Brescia Photo Festival 2026 propone quattro giorni in cui l’immagine diventa occasione di riflessione sul presente, sulle tracce del passato e sulle possibilità future. Gli autori, dai maestri internazionali ai giovani emergenti, costruiscono percorsi che intrecciano memoria, ricerca e vita quotidiana: non è tanto la grandezza dello scatto a catturare, quanto la capacità di restituire attenzione, di invitare lo sguardo a fermarsi e a comprendere. È una fotografia che dialoga con la città, con i suoi spazi e con le persone che la abitano, senza ostentazione, ma con la precisione di chi osserva con cura e rispetto.

Dal 26 al 29 marzo 2026 torna a Brescia il Brescia Photo Festival, giunto alla sua nona edizione, con una formula rinnovata che concentra in quattro giorni un fitto programma di mostre, incontri, conferenze, presentazioni editoriali e proiezioni, trasformando la città in un laboratorio diffuso dedicato alla fotografia contemporanea. Promosso dal Comune di Brescia e da Fondazione Brescia Musei, con la curatela artistica di Renato Corsini, il Festival amplia il proprio raggio d’azione coinvolgendo, accanto alle istituzioni culturali, spazi indipendenti, accademie, associazioni e realtà del territorio, costruendo una rete di luoghi e relazioni che attraversa il tessuto urbano e restituisce alla fotografia un ruolo centrale nel dialogo tra arte e società.

Cuore dell’edizione 2026 è il progetto espositivo dedicato a Bruce Gilden, membro dell’agenzia Magnum Photos e tra i protagonisti della Street Photography internazionale, celebrato per la prima volta in Italia con una grande monografica, «Bruce Gilden. A closer look», curata da Denis Curti e allestita al Museo di Santa Giulia dal 27 marzo al 23 agosto. La mostra presenta ottanta fotografie, con un focus sul ciclo Faces (2013-2024), ritratti realizzati con l’uso diretto del flash in diverse città del mondo, dagli Stati Uniti all’Europa e all’America Latina, accanto a una selezione di lavori storici in bianco e nero realizzati tra Giappone, Haiti, Europa e New York. Il progetto si completa con l’installazione site-specific «Grace / Grazia. Bruce Gilden per Raffaello», ospitata alla Pinacoteca Tosio Martinengo fino al 12 luglio, opera commissionata da Fondazione Brescia Musei che dialoga idealmente con il concetto di grazia nella storia dell’arte. Il fotografo sarà inoltre protagonista di incontri pubblici e dialoghi con studenti e appassionati.

Accanto alla monografica principale, lo Spazio Contemporanea ospita «Bruce Gilden. Haiti», mostra promossa da Fondazione Clerici con una selezione di venti fotografie dedicate all’isola caraibica, mentre la Cavallerizza - Centro della Fotografia Italiana presenta «REALPHOTO. Un’agenzia per la libera fotografia», rassegna dedicata all’agenzia attiva negli anni Sessanta e fondata, tra gli altri, da Caio Mario Garrubba, Nicola Sansone e Calogero Cascio, con reportage storici dalla Cina maoista, dal Vietnam e dall’America degli anni Sessanta. A Garrubba è dedicata anche la mostra «Maramao. La rivoluzione culturale di Mao Zedong», ospitata da MITA, in dialogo con un’esposizione di tappeti cinesi.

Il programma espositivo si estende inoltre al Museo Nazionale della Fotografia Cinefotoclub, alla Mutty Gallery, a Palazzo Martinengo Cesaresco e ad altri luoghi simbolo della città, coinvolgendo anche l’Accademia di Belle Arti SantaGiulia e la LABA - Libera Accademia di Belle Arti di Brescia con progetti dedicati ai giovani autori e alla riflessione sull’archivio e sulle nuove pratiche visive.

Il palinsesto degli eventi accompagna le mostre con conferenze e talk che affrontano temi cruciali della contemporaneità, dal rapporto tra fotografia e intelligenza artificiale al fotogiornalismo oggi, con la partecipazione di protagonisti della scena italiana e internazionale quali Giovanna Calvenzi, Francesco Cito, Ferdinando Scianna, Massimo Sestini e molti altri. Tra gli appuntamenti, anche un omaggio a Oliviero Toscani e un dialogo dedicato alla memoria di Gianni Berengo Gardin, figure centrali nella storia della fotografia italiana. Con la nuova formula concentrata in quattro giornate intense, il Festival rafforza la propria identità di progetto culturale condiviso, capace di coinvolgere istituzioni, professionisti, studenti e pubblico in un’esperienza collettiva che attraversa musei, accademie, cinema e spazi indipendenti. 


 

Redazione GdA, 01 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

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