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Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliIl 19 marzo il Metropolitan Museum of Art ha annunciato l’acquisizione di un dipinto di Rosso Fiorentino (1494–1540). La «Madonna con il Bambino e san Giovanni Evangelista», che si pensava fosse andata perduta da secoli, è stata identificata durante un recente intervento di restauro che ha rimosso uno strato di sovrapposizione pittorica dalla tela, rivelando la straordinaria figura di San Giovanni Evangelista in primo piano. La ricomparsa della figura (dopo forse secoli di sovrapposizioni pittoriche) ha chiarito che si tratta del dipinto fondamentale, descritto nelle Vite degli artisti di Giorgio Vasari come l’opera che ha lanciato la carriera del giovane artista.
«Questo dipinto è un’opera rara e fondamentale di uno dei più importanti pittori del XVI secolo, sorprendente per la sua ambizione sperimentale e l’intensità psicologica, ha affermato Max Hollein, direttore e amministratore delegato del Met. Con la sua insolita disposizione delle figure e le posture audaci, Rosso trasforma un tipo devozionale familiare in un incontro carico di tensione che trascina lo spettatore in un complesso gioco di visione, sentimento e fede. La riscoperta di quest’opera ridefinisce la nostra comprensione dell’opera giovanile di Rosso e dell’emergere di composizioni più espressive e dinamiche nella pittura fiorentina del XVI secolo».
Stephan Wolohojian, curatore John Pope-Hennessy responsabile del Dipartimento di Pittura Europea, ha aggiunto: «I dipinti di Rosso sono estremamente rari, se ne contano solo una ventina circa, e molte delle sue opere più celebri rimangono non documentate o incompiute. La menzione di questo dipinto nelle Vite degli artisti di Vasari, spesso descritto come il primo libro di storia dell’arte, conferisce all’opera l’ulteriore particolarità di aver fatto parte del discorso storico-artistico sin dagli albori della disciplina. Eseguito su tela e conservato in condizioni straordinariamente buone, è il più antico dipinto dell’artista di cui si abbia notizia. Quest’opera costituirà il fulcro della collezione di dipinti religiosi del XVI secolo del Met, un gruppo eccezionale e coerente che illustra gli sviluppi chiave della pittura per la devozione privata durante il primo quarto del XVI secolo in Italia».
Protagonista di primo piano del primo Manierismo, Rosso Fiorentino ha un ruolo centrale tra gli artisti italiani del XVI secolo, influente sia come disegnatore di stampe, sia come autore di ritratti e di opere religiose. Insieme ad artisti quasi contemporanei come Pontormo e Parmigianino, Rosso fu pioniere di uno stile che trasformò l’armonia ordinata delle composizioni del Rinascimento maturo in configurazioni più dinamiche ed espressive, coinvolgendo lo spettatore attraverso sofisticate esplorazioni di colore, forma e tensione pittorica.
Attivo principalmente a Firenze durante il primo decennio della sua carriera, Rosso si recò a Roma nel 1523, ma fuggì dalla città in seguito al Sacco del 1527, giungendo infine in Francia, dove ottenne un incarico alla corte di Francesco I. Lavorando al fianco di Francesco Primaticcio, divenne uno degli artisti di spicco del castello reale di Fontainebleau e contribuì a fondare quella che oggi è conosciuta come la Prima Scuola di Fontainebleau. Rosso rimase in Francia fino alla morte, avvenuta nel 1540.
La giovinezza di Rosso rimane scarsamente documentata. Al di là di un numero limitato di riferimenti d’archivio (nato l’8 marzo 1494; iscritto all’età di 23 anni all’Arte degli Speziali nel 1517; e sporadici documenti di famiglia) si sa poco della sua formazione. Gli storici dell’arte hanno ipotizzato che possa aver studiato con Andrea del Sarto, che era solo sette anni più grande di lui, anche se le prove a sostegno di questa teoria non sono conclusive. Il Vasari, invece, sottolineò l'indipendenza di Rosso da un apprendistato formale, osservando che in gioventù egli «disegnava dai cartoni di Michelangelo» e studiava «con pochi maestri, avendo una certa opinione propria che era in contrasto con il loro modo di dipingere».
Poco dopo essersi iscritto alla corporazione dei pittori, Rosso ricevette la sua prima commissione per una pala d’altare, la Pala di Santa Maria Nuova (1518), un’opera rivoluzionaria che rifiuta le armonie cromatiche e compositive equilibrate del Rinascimento maturo a favore della tensione, dell’asimmetria e dell’intensità espressiva. L’unica opera datata con certezza precedente a quella pala d’altare è l’affresco dell'Assunzione della Vergine nel Chiostrino dei Voti a Santissima Annunziata, commissionato nel novembre 1513. Questo affresco dimostra che, già in questa fase iniziale, Rosso aveva sviluppato un linguaggio visivo sorprendentemente autonomo.
Vasari riferisce che Rosso si assicurò l’importante commissione dell’Annunziata presentando a Fra Jacopo dell’Ordine dei Serviti «un dipinto della Madonna con il Bambino con una figura a mezzo busto di san Giovanni Evangelista». La figura di San Giovanni recentemente rivelata nel dipinto attualmente esposto al Met conferma la sua identificazione con quest’opera fondamentale, presentata dall’artista adolescente per dimostrare la sua preparazione per una commissione così importante. Il dipinto può quindi essere collocato immediatamente prima dell'affresco dell'Annunziata del 1513, ridefinendo così la comprensione accademica di questo importante momento all'inizio del XVI secolo a Firenze.
La Madonna col Bambino e San Giovanni Evangelista è attualmente in mostra nella galleria 609 del Met Fifth Avenue.
«La Madonna con il Bambino e san Giovanni Evangelista», di Rosso Fiorentino, qui riprodotta nella sua interezza
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