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Courtesy Fine Arts Paris

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Courtesy Fine Arts Paris

Il laboratorio francese del collezionismo. Fine Arts Paris amplia il dialogo tra arte, antiquariato, design e arti decorative

Dal 19 al 23 settembre 2026 Fine Arts Paris torna al Grand Palais con circa cento espositori provenienti da tutti i settori del mercato dell’arte. Antichi maestri, design, arti decorative, gioielleria e contemporaneo convivono in una manifestazione che riflette una delle principali trasformazioni del collezionismo internazionale: il superamento delle tradizionali categorie disciplinari e il rafforzamento di Parigi come piattaforma europea del mercato.

Angelica Kaufmann

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Dopo aver conquistato una posizione centrale nel calendario internazionale grazie all'arrivo di Art Basel Paris, la capitale francese continua a consolidare la propria leadership anche nel segmento dell'arte antica, delle arti decorative e del collezionismo trasversale. Dal 19 al 23 settembre 2026 il Grand Palais ospiterà una nuova edizione di Fine Arts Paris, la manifestazione che raccoglie l'eredità di FAB Paris e che si propone come il principale appuntamento francese dedicato all'intero spettro del mercato dell'arte.

La formula rimane quella che negli ultimi anni ha contribuito al successo della manifestazione: circa cento gallerie selezionate, una forte presenza internazionale e un approccio multidisciplinare che attraversa secoli, linguaggi e categorie collezionistiche. Dai dipinti antichi al design del Novecento, dalle arti asiatiche ai libri rari, dalla scultura alla gioielleria, la fiera restituisce l'immagine di un mercato sempre meno organizzato per compartimenti stagni.

In questo senso Fine Arts Paris intercetta una delle trasformazioni più evidenti del collezionismo contemporaneo. I nuovi compratori passano con naturalezza tra antico, moderno e contemporaneo, tra opere d'arte, design, oggetti storici, gioielli e collectibles. Le categorie tradizionali continuano a esistere, ma i comportamenti d'acquisto raccontano un panorama molto più fluido.

L'edizione 2026 sarà ospitata ancora una volta negli spazi restaurati del Grand Palais, diventato negli ultimi anni uno dei simboli della rinascita culturale parigina. A firmare la scenografia sarà il decoratore e architetto d'interni Charles Zana, figura che incarna perfettamente il dialogo tra arte, design e collezionismo che caratterizza la manifestazione.

Particolarmente significativa è la presenza del Musée du Grand Siècle come ospite d'onore. Il nuovo museo, destinato ad aprire nel 2028 a Saint-Cloud, utilizzerà Fine Arts Paris come piattaforma di presentazione internazionale, anticipando una selezione delle future collezioni permanenti dedicate alla Francia del XVII secolo. Dipinti, sculture, mobili e oggetti della vita quotidiana offriranno una prima lettura di quello che si candida a diventare uno dei più importanti progetti museali francesi del prossimo decennio.

Accanto ai grandi operatori del mercato trova spazio anche una novità significativa: "Nouveaux Horizons", sezione dedicata a dieci giovani mercanti e creatori che non hanno ancora partecipato a manifestazioni internazionali di questa scala. Un segnale importante in una fase in cui il settore riflette sul ricambio generazionale e sulla sostenibilità del modello fieristico.

La manifestazione amplia inoltre il proprio dialogo con il mondo dell'interior design e della decorazione. Un gruppo di decoratori e progettisti sarà chiamato a selezionare opere e stand particolarmente significativi, confermando una tendenza sempre più evidente: il collezionismo contemporaneo si sviluppa attraverso contaminazioni tra arte, architettura e cultura dell'abitare.

A completare il programma saranno i concerti organizzati con la Fondazione Gautier Capuçon, il Premio CPGA destinato al miglior stand e la tradizionale Semaine des Arts, che coinvolgerà una ventina di musei parigini attraverso visite dedicate a collezionisti e professionisti.

Se Art Basel Paris rappresenta oggi il vertice del mercato contemporaneo europeo, Fine Arts Paris svolge una funzione complementare. La fiera mostra infatti come Parigi stia costruendo un ecosistema capace di coprire l'intera filiera del collezionismo, dall'antiquariato al design, dagli Old Masters alle arti decorative. Una strategia che rafforza ulteriormente la posizione della capitale francese nel nuovo equilibrio del mercato internazionale e conferma come il dialogo tra epoche diverse sia diventato uno dei principali motori del collezionismo del XXI secolo.

Angelica Kaufmann, 22 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

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