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ANGELICA KAUFMANN
La galleria fondata da Maria Varnava chiude la sede londinese e sospende le attività a Lagos. Dopo anni di crescita e di centralità nel racconto dell'arte africana contemporanea, la decisione riflette le difficoltà di un mercato che, dopo l'espansione del periodo 2020-2022, sta attraversando una fase di forte selezione e consolidamento.
In una settimana New York ha concentrato oltre 2,5 miliardi di dollari di vendite tra Christie’s, Sotheby’s, Phillips e Bonhams, trasformando le aste di maggio 2026 in uno dei momenti più importanti dell’ultimo decennio per il mercato internazionale dell’arte. A dominare la stagione sono state le grandi collezioni private, i capolavori museali e una domanda globale tornata estremamente aggressiva sui lavori considerati irripetibili. Dai record storici di Jackson Pollock, Constantin Brâncuși e Mark Rothko alle grandi dispersioni Mnuchin e Newhouse, fino alla solidità trasversale delle day sale, New York ha restituito l’immagine di un mercato più selettivo ma ancora capace di mobilitare cifre eccezionali quando convergono qualità, provenienza e rarità assoluta.
Con Outta the Bag, la sua prima personale newyorkese, Allison Katz costruisce una mostra che mette in tensione autobiografia, storia della pittura e cultura visiva contemporanea. Tra bocche spalancate, galli, piscine, fotografie e frammenti linguistici, l’artista canadese riflette sulla pittura come dispositivo instabile di percezione e assorbimento delle immagini.
La prima settimana delle aste di maggio a New York si apre con un segnale forte: Sotheby’s totalizza 407,5 milioni di dollari nella vendita di postwar e contemporaneo, guidata dal Rothko Brown and Blacks in Reds della collezione Robert Mnuchin, aggiudicato per 85,7 milioni. In un calendario che coinvolge Sotheby’s, Christie’s, Phillips e Bonhams, con stime complessive tra 1,8 e 2,6 miliardi di dollari, il mercato torna a misurarsi su provenienza, rarità e qualità museale.
Cinquantadue artisti della mostra internazionale “In Minor Keys” rifiutano la candidatura ai Leoni d’Oro assegnati tramite voto pubblico. La decisione segue le dimissioni della giuria e si inserisce in un’edizione segnata da tensioni geopolitiche e crisi istituzionale
La Fondazione Giancarlo Ligabue attiva una residenza con Marta Spagnoli, invitata a sviluppare un progetto in dialogo con “Collecto”. Pittura e disegno diventano strumenti per rileggere i materiali della collezione, tra stratificazione, memoria e costruzione del segno. Un intervento che introduce una dimensione produttiva dentro un impianto espositivo enciclopedico.
Il Cinema Godard di Fondazione Prada presenta a maggio un calendario che intreccia anteprime, retrospettive e incontri. La selezione attraversa cinema d’autore, produzione contemporanea e storia del medium, mettendo in relazione film, artisti e contesti culturali. La sala si conferma come spazio di lettura e confronto.
Seguso Vetri d’Arte presenta al Brera Design District 2026 un progetto che trasforma il vetro in un sistema progettuale unitario, dove memoria muranese e sperimentazione contemporanea si intrecciano attraverso moduli, luce e materia
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Alla Milano Design Week 2026 Geely presenta Anima Mundi. A Visionary Impulse, installazione site-specific realizzata da Dotdotdot negli spazi della Fondazione Istituto dei Ciechi. Un progetto immersivo che mette in relazione ambiente, dati e presenza umana, inserendo il brand automotive nel campo delle pratiche installative e della produzione culturale.
Durante la Milano Art Week, lo spazio UFO in via Orobia si trasforma in una piazza informale fatta di tavoli condivisi, giochi e musica. Arte Sagra introduce un modello relazionale che si sottrae alle logiche di esclusività del sistema, interrogando il ruolo sociale dell’arte nel contesto urbano milanese.
Una grande mostra ripercorre la trasformazione della figura del samurai, da élite militare del Giappone medievale a costruzione culturale globale. Tra storia, ideologia e industria culturale, emerge il processo che ha convertito i bushi in icona contemporanea tra moda, cinema e videogiochi. Fino al 4 maggio
Nel bicentenario della nascita di Gustave Moreau, la sua casa-museo parigina torna al centro dell’attenzione come uno dei dispositivi più radicali di autorappresentazione dell’artista moderno. Più che un luogo di conservazione, il Musée Gustave Moreau è un’opera costruita per controllare la propria posterità, con la monumentale scala a chiocciola come fulcro visivo e simbolico di un’intera visione della pittura.
Una scultura di Regina Cassolo entra nella mostra “New Humans: Memories of the Future” al New Museum di New York, segnando un passaggio significativo nella progressiva ridefinizione internazionale dell’artista. Il prestito dal MANLo di Vigevano inserisce il lavoro degli anni Trenta in un contesto curatoriale che rilegge le avanguardie attraverso le categorie del corpo, della tecnologia e della trasformazione, confermando la pertinenza contemporanea della sua ricerca sui materiali e sullo spazio.
È morto a 96 anni Jürgen Habermas, uno dei più influenti filosofi del secondo Novecento e principale erede della Scuola di Francoforte. Con le sue teorie sulla comunicazione, la democrazia e la sfera pubblica ha segnato il dibattito culturale europeo per oltre mezzo secolo.
Alla 64ª edizione del Salone del Mobile debutta Salone Raritas, nuova piattaforma dedicata al design da collezione, alle edizioni limitate e alla manifattura d’eccellenza. Curato da Annalisa Rosso e progettato da Formafantasma, il progetto introduce per la prima volta nel cuore della fiera una selezione di gallerie e produttori legati al mercato del collectible design.
Il dipinto era stato realizzato come copertina per l’edizione tascabile del romanzo di Edgar Rice Burroughs The People That Time Forgot (1918), secondo volume della trilogia di Caspak.















