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Redazione
Leggi i suoi articoliNel panorama contemporaneo, dove le logiche del mercato e della spettacolarizzazione sembrano spingere i tempi creativi a ritmi faticosamente sostenibili, è particolarmente significativo che uno degli ultimi eventi della Milano Art Week 2026 sia stato dedicato a come produrre e gestire un'arte sostenibile. A occuparsene è stata Banca Generali, main sponsor della manifestazione, che ha organizzato un talk sull'argomento.
Intitolato «Il tempo dell'arte: velocità del mercato vs tempo della cultura», l'incontro è andato in scena sabato 18 aprile, quando voci del calibro di Vincenzo De Bellis, Chief Artistic Officer, Global Director of Art Basel Fairs, Vincenzo Filogamo, Head of Corporate, Real Estate, Art Advisory di Banca Generali, Lorenzo Giusti, Direttore GAMeC Bergamo, ed Enea Righi, Collezionista e Direttore Operativo Arte Fiera Bologna, hanno tracciato il perimetro di un sistema che, pur proiettato verso volumi finanziari imponenti, avverte il bisogno urgente di ritrovare una dimensione di continuità e profondità.
Il mercato dell'arte, che si avvia a superare la soglia dei 3,5 miliardi di dollari entro il 2030, non è più un ecosistema per soli appassionati, ma un territorio in cui il private banking può supportare in modo professionale i collezionisti; agenti fondamentali nel decidere, attraverso i loro acquisti, cosa resta e cosa scomparirà della cultura prodotta. La velocità delle fiere e la reattività richiesta dalle piattaforme digitali rischiano infatti di soffocare tale riflessione, trasformando l'opera in un contenuto a rapida scadenza.
TALK “Il tempo dell'arte: velocità del mercato vs tempo della cultura” - da sx a dx: Enea Righi, Collezionista e Direttore Operativo Arte Fiera Bologna; Lorenzo Giusti, Direttore GAMeC Bergamo; Vincenzo Filogamo, Head of Corporate, Real Estate, Art Advisory di Banca Generali; Vincenzo De Bellis, Chief Artistic Officer, Global Director of Art Basel Fairs
Valerio Nicolai, Cotone reverso, 2025, olio su tela
In questo contesto, l'evoluzione dell'Art Advisory promossa dalla banca assume una sfumatura quasi etica: non si tratta solo di logistica o conservazione, ma di offrire una visione d'insieme che protegga l'investimento dalla frenesia del momento. Come ricordato da Andrea Ragaini, vice-direttore generale di Banca Generali, «l'arte è uno strumento di riflessione sulla responsabilità di chi custodisce un patrimonio, un concetto che trascende il puro mecenatismo per farsi strategia culturale di lungo respiro».
Il successo di pubblico registrato a Palazzo Pusterla, con oltre mille presenze presso la BG Art Gallery, testimonia il desiderio di una comunità di riappropriarsi di spazi e tempi di osservazione più riflessivi. Questa stessa tensione verso l'indagine visiva si ritrova nelle nuove acquisizioni del progetto BG ArTalent, che quest'anno porta in collezione le opere di due talenti capaci di sfidare le narrazioni ereditate. Con «What For? (Zagreo)», Jem Perucchini ci conduce in una sospensione mitologica dove la classicità occidentale si fonde con nuove identità, mentre Valerio Nicolai, con la sua tela «Cotone reverso», compie un ribaltamento semantico che trasforma la banalità del quotidiano in vertigine poetica.
Sono opere che, sottraendosi alla logica del consumo immediato, confermano come il vero valore di una collezione risieda nella sua capacità di resistere all'urto del tempo, offrendo al sistema dell'arte quel baricentro di senso di cui oggi, più che mai, si sente il bisogno.
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