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Particolare del dipinto «Notte al chiaro di luna» di Ivan Aivazovsky messo all’asta a Mosca lo scorso anno. Per l’Ucraina l’opera è stata rubata dal Museo d’Arte di Simferopol

© Moscow Auction House

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Particolare del dipinto «Notte al chiaro di luna» di Ivan Aivazovsky messo all’asta a Mosca lo scorso anno. Per l’Ucraina l’opera è stata rubata dal Museo d’Arte di Simferopol

© Moscow Auction House

In Crimea si lotta anche per un pittore dell’Ottocento

Russia e Ucraina rivendicano il pittore Ivan Ajvazovskij e le sue opere, molte delle quali si trovavano nella penisola sul Mar Nero quando fu illegalmente annessa dalla Russia nel 2014

Sophia Kishkovsky

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Da oltre un decennio, dalla contestata annessione della Crimea nel 2014, Russia e Ucraina si contendono i paesaggi marini di Ivan Ajvazovskij (1817-1900), importante pittore di origini armene che visse a lungo a Feodosia, dove nel 1880 fondò anche un museo. Formatosi a San Pietroburgo espose in tutta Europa, guadagnandosi fama anche fuori dall’Impero Russo, tanto che il Cremlino lo considera un simbolo nazionale. Tuttavia, per molti storici ucraini, tra cui Oksana Semenik, e lo stesso presidente Zelensky, Mosca sta cercando di appropriarsi di un altro patrimonio ucraino. Con l’annessione della Crimea, infatti, la Russia ha preso possesso della Galleria Nazionale Ajvazovskij di Feodosia, che ospita oltre 400 opere dell’artista, e nello stesso 2014, contro la volontà di Kyiv, ha anche ritirato opere prestate a una mostra a Mariupol, città successivamente annessa illegalmente nel 2022.

Nel 2016, il Ministero della Cultura ucraino ha criticato la Galleria Tret’jakov di Mosca per l’uso di opere di Feodosia in una mostra per il 200mo anniversario di Ajvazovskij, e la stessa Tret’jakov ha anche prestato opere di Ajvazovskij e Kuindži al Museo della Capitale di Pechino per una mostra intitolata «L’anima della Russia». Dal 2022, Mosca ha sequestrato altre opere di Ajvazovskij da musei ucraini occupati, trasferendole a Simferopoli: non è chiaro quante siano state effettivamente sottratte, l’intelligence ucraina ne ha identificate cinque nel Catalogo del patrimonio rubato, tra cui «Veduta della città di Odessa». E nel 2024, l’ex procuratore della Crimea Gyunduz Mamedov ha denunciato la vendita di una presunta opera rubata, «Notte al chiaro di luna», battuta per 92 milioni di rubli (885mila dollari) da una casa d’aste di Mosca che ha però negato, sostenendo che l’opera, acquistata in Svezia nel 2008, era diversa da quella trafugata. Ajvazovskij, autore prolifico, creò numerosi paesaggi marini notturni e una versione di «Notte al chiaro di luna» è stata identificata nel database delle «Opere d’Arte Rubate» dell’Interpol e associata al saccheggio del Museo Kuindži di Mariupol nel 2014.

Il database del patrimonio ucraino rubato, sebbene limitato a 797 oggetti, offre una mappa del saccheggio russo: prima della sospensione nel 2024, elencava 31 opere trafugate da Mariupol, mentre l’ultimo aggiornamento registra 44 opere sottratte, incluse 29 nel 2014. Il Museo di Simferopoli ospita ora opere ucraine accanto a dipinti tedeschi sequestrati dall’Armata Rossa nel 1945. E secondo Irina Tarsis del Center for Art Law, le azioni della Russia ricordano proprio le «brigate dei trofei» sovietiche che requisirono arte dai depositi tedeschi durante la seconda guerra mondiale.

Sophia Kishkovsky, 14 febbraio 2025 | © Riproduzione riservata

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