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Una veduta della mostra «Ispirazioni. Vite italiane dell’arte greca», Atene, Museo dell’Acropoli

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Una veduta della mostra «Ispirazioni. Vite italiane dell’arte greca», Atene, Museo dell’Acropoli

Italia e Grecia insieme per il patrimonio culturale

Ad Atene il Museo Bizantino e Cristiano ospita la mostra «La Grecia e le rotte per l’Occidente. Il relitto del canale di Otranto», mentre al Museo dell’Acropoli di Atene fino al 30 si potrà visitare la rassegna «Ispirazioni: Vite italiane dell’arte greca»

Samantha De Martin

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La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale corre via mare attraverso una serie di interventi congiunti frutto della collaborazione tra i ministeri della Cultura italiano e greco. La prima tappa di questo dialogo da un capo all’altro del Mediterraneo è Atene dove il ministro della Cultura Alessandro Giuli, in missione in Grecia su invito della sua omologa greca, Lina Mendoni, accompagnato dall’ambasciatore d’Italia ad Atene, Paolo Cuculi, dal capo Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale, Alfonsina Russo e dal capo Dipartimento per la Tutela, Luigi La Rocca, è intervenuto all’inaugurazione di due mostre prima di spostarsi a Salonicco.

La prima esposizione, intitolata «La Grecia e le rotte per l’Occidente. Il relitto del canale di Otranto», accolta presso il Museo Bizantino e Cristiano, presenta per la prima volta all’estero i reperti recuperati dal relitto di una nave del VI secolo a.C. rinvenuta nel 2018 nel Canale di Otranto.

Organizzato dal Dipartimento per la Tutela Culturale del MiC, dalla Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo e dalla Scuola Archeologica Italiana di Atene, in collaborazione con il museo ateniese e con il sostegno dell’Ambasciata d’Italia ad Atene, il percorso, come ha ribadito il ministro Giuli, «ci ricorda che il patrimonio culturale è una forza viva, capace di generare conoscenza e dialogo per il nostro comune destino euro-mediterraneo».

Ricordando l’importanza della scoperta archeologica, il ministro ha anche evidenziato come: «Grazie alle campagne di recupero promosse dal Ministero della Cultura e all’impiego delle più avanzate tecnologie di esplorazione, è stato possibile riportare alla luce oltre 350 reperti. Una delle mappe archeologiche più eloquenti dei circuiti commerciali e delle reti di scambio tra la Grecia e l’Occidente nel periodo alto-arcaico».

Il secondo appuntamento, frutto dell’accordo di collaborazione italo-greco è al Museo dell’Acropoli di Atene dove da oggi fino al 30 agosto è allestita la mostra «Ispirazioni: Vite italiane dell’arte greca», che da ottobre a dicembre volerà al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, unica tappa in Italia.

Questo racconto, incentrato sulle molteplici forme di presenza, trasformazione e reinterpretazione dell’arte greca nella penisola italiana, dalla Tarda Età del Ferro al Novecento, è un progetto promosso dal Dipartimento per la Valorizzazione Culturale del MiC con il Ministero della Cultura greco nell’ambito delle attività di diplomazia culturale euromediterranea. E di diplomazia culturale e collaborazione scientifica si è parlato oggi anche questa mattina nel corso della visita del ministro Giuli a Salonicco.

La restituzione alla Repubblica Ellenica di 145 monete provenienti dagli scavi dell’Odeion di Kos, rinvenute nei depositi del Museo Nazionale Romano, conferma il ruolo della cultura come strumento di dialogo e collaborazione bilaterale. Un impegno comune che si rafforza anche attraverso un’intesa firmata nel corso dell’incontro a Salonicco.

«La restituzione odierna, ha ribadito Giuli, non rappresenta soltanto il ritorno di un importante nucleo numismatico nel suo luogo di origine. Costituisce anche il simbolo di un rapporto fondato sulla fiducia, sulla conoscenza e sulla cooperazione. Italia e Grecia, custodi di una parte fondamentale della storia del Mediterraneo, possono affrontare insieme le sfide della tutela del patrimonio culturale, trasformando la collaborazione scientifica in un autentico strumento di diplomazia culturale».

La giornata si era aperta con una visita al laboratorio congiunto di studio, ricerca e ricomposizione dei reperti archeologici recuperati da Italia e Grecia grazie a un’operazione italo-greca di rivendicazione su beni acquisiti illecitamente dal trafficante d’arte britannico Robin Symes.

A un anno dalla firma del Memorandum d’Intesa tra i Ministeri della Cultura italiano e greco, è stato ricordato come l’accordo abbia consentito di mettere insieme competenze e professionalità d’eccellenza per perseguire un obiettivo condiviso: restituire alle comunità d’origine, grazie cooperazione tra governi amici, quanto la criminalità transnazionale aveva depredato.

Anfore esposte nella mostra «La Grecia e le rotte per l’Occidente. Il relitto del canale di Otranto», Atene, Museo Bizantino e Cristiano

Samantha De Martin, 16 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

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Italia e Grecia insieme per il patrimonio culturale | Samantha De Martin

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