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Scultura luminosa Slamp Tube Mini «Isgrò cancella Isgrò». Concept originale del 1994, riproposta in riedizione 2026

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Scultura luminosa Slamp Tube Mini «Isgrò cancella Isgrò». Concept originale del 1994, riproposta in riedizione 2026

La Gnamc con Emilio Isgrò al Salone del Mobile 2026, nel Padiglione del MiC

È un simbolo della partecipazione al progetto di merchandising museale «Made in MiC» nato per valorizzare e promuovere il Made in Italy, declinandolo nei suoi valori storici, creativi ed economici

Gianfranco Ferroni

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La lampada «Emilio» prodotta da Slamp, un oggetto che vanta l’iconica fantasia di Emilio Isgrò, permette alla luce di superare la barriera delle «cancellature» dell’artista siciliano: ecco come sarà caratterizzata la presenza della Gnamc-Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma al Salone del Mobile 2026, a Milano dal 21 al 26 aprile, all’interno del Padiglione del Ministero della Cultura. È un simbolo della partecipazione al progetto di merchandising museale «Made in MiC» nato per valorizzare e promuovere il Made in Italy, declinandolo nei suoi valori storici, creativi ed economici. I brand interessati sono numerosi, come per esempio Armani/Casa, Kartell, Guzzini, Cappellini, Poltrona Frau, Rubelli. E intanto anche le sale museali romane si rinnovano, con allestimenti inclusivi, dove la creatività non conosce confini. Per Renata Cristina Mazzantini, che dirige la Gnamc, «in una visione multidisciplinare la dimensione creativa del design può contribuire ad arricchire l’immagine della Galleria, a migliorarne la fruibilità e a diffonderne le icone, instaurando una virtuosa collaborazione con le aziende protagoniste del made in Italy». Inoltre, occorre «riconoscere il ruolo del design nell’ambito della creatività contemporanea e rendere le sale più confortevoli. Il progetto celebra il design italiano come un fenomeno artistico rilevante, che ha tradotto gli stimoli provenienti dalla globalizzazione, dalla competizione sui mercati e dall’innovazione tecnologica in una forma di arte che sviluppa la cultura del progetto, mantenendo l’equilibrio tra componenti artistiche e tecniche, e delega l’esecuzione materiale dell’opera, o meglio, la ingegnerizza, per renderla più economica e diffusa».

Sono nati partenariati con aziende di design per la realizzazione di una linea di merchandising concepita come estensione curatoriale: i capolavori della collezione, reinterpretati secondo la prassi della post-produzione, potranno diventare narrazioni oggettuali delle poetiche artistiche contemporanee. Il progetto di cultural-branding nasce con l’intenzione di trasformare il bookshop nell’ultima sala espositiva del museo e, parimenti, di rendere la collezione più diffusa, contando sulla distribuzione delle aziende partner. Per questo, la pubblicazione di specifiche manifestazioni d’interesse invita aziende e professionisti del settore del design a ideare prodotti a marchio Gnamc, volti a inventare nuove relazioni quotidiane dei capolavori della collezione con il pubblico. Oltre alla lampada di Emilio Isgrò, ecco la linea tableware realizzata da Guzzini, legata anche alla nuova identità visiva della Gnamc, disegnata da Lorenzo Marini. E il designer cinese Wang Yi con «Ipporia», realizzata dalla Fondazione Zhong Art International, che celebra il segno zodiacale del Cavallo, protagonista del calenario cinese 2026. Per Andrea Cancellato, direttore Adi Design Museum-Compasso d’Oro, «Adi è lieta di collaborare con Gnamc  per la realizzazione di prodotti design oriented in questo importante museo dedicato all'arte Modena e Contemporanea». Infine, «la presenza del MiC in un contesto di primo piano per il design italiano», afferma Alfonsina Russo, capo del dipartimento per la Valorizzazione del patrimonio culturale, «rappresenta un’importante innovazione per le pratiche museali che estendono il loro ambito di attività coinvolgendo direttamente realtà aziendali in collaborazioni originali e fruttuose».

Gianfranco Ferroni, 14 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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La Gnamc con Emilio Isgrò al Salone del Mobile 2026, nel Padiglione del MiC | Gianfranco Ferroni

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