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Cecilia Paccagnella
Leggi i suoi articoliNel 2025 il Guggenheim di New York ha arricchito in modo significativo la propria collezione grazie al lavoro dei suoi comitati di acquisizione (dal Guggenheim Constellation Council ai circoli dedicati ad America Latina, Asia, fotografia e giovani collezionisti) che hanno sostenuto l’ingresso di opere capaci di abbracciare geografie, linguaggi e temporalità differenti. Un’azione corale che riflette una visione sempre più transnazionale e inclusiva.
Come ha sottolineato Naomi Beckwith, Deputy Director e Chief Curator: «La lista delle opere d’arte acquisite dal Guggenheim nel 2025 testimonia il modo in cui l’istituzione guarda con attenzione alle sue radici e al suo impegno verso forme sperimentali e approcci transnazionali, pur rimanendo lungimirante nell’ampliare le possibilità narrative delle nostre collezioni d’arte». In questa direzione si colloca anche l’attività del neonato Guggenheim Constellation Council (già International Director’s Council), che ha facilitato l’ingresso di «Egyptian Painting, Scribe» (1979) di Dorothea Rockburne, rafforzando il dialogo tra Minimalismo e Concettuale e contribuendo a una lettura più ampia del ruolo delle artiste nell’astrazione del secondo Novecento.
Nel complesso, il museo ha acquisito 39 opere di 31 artisti, dal 1963 a oggi, con una particolare attenzione alle voci storicamente sottorappresentate. Centrale è stato il rafforzamento della presenza di artiste donne e di artisti Latinx. Spiccano, in questo ambito, due lavori dell’astrattista colombiana Fanny Sanín e l’ingresso in collezione della prima opera di Freddy Rodríguez, pittore dominicano attivo a New York, di cui «Guaroa» (1973) rappresenta un tassello fondamentale per la storia dell’astrazione postbellica. A questi si affiancano opere di alcuni protagonisti della scena latinoamericana Claudia Alarcón, Varda Caivano, Sandra Eleta, Sara Flores, Guillermo Galindo (con Richard Misrach), Ximena Garrido-Lecca, Carlos Leppe, Santiago García Sáenz e Santiago Yahuarcani.
Il Guggenheim ha inoltre consolidato rapporti di lunga data con artisti come Jenny Holzer, N. Dash e Carrie Mae Weems, quest’ultima presente ora con l’installazione multimediale «Lincoln, Lonnie, and Me-A Story in 5 Parts» (2012). Importante anche l’ampliamento della collezione fotografica, con nuove acquisizioni di Erica Baum, Elle Pérez e Nancy Holt, a conferma di un impegno che guarda tanto alla storia quanto alle pratiche emergenti.
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