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Alessandro Giuli tra i resti archeologici portati alla luce nel corso dei lavori all’ex cinema Astra nel centro storico di Verona

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Alessandro Giuli tra i resti archeologici portati alla luce nel corso dei lavori all’ex cinema Astra nel centro storico di Verona

L’ex cinema Astra di Verona comprato dallo Stato, resti archeologici compresi

Il 5 marzo il ministro Giuli ha firmato la stipula dell’acquisto dell’edificio degli anni Trenta che, durante i lavori di trasformazione in multisala, ha restituito importanti strutture di età romana, oggi al centro di un progetto di valorizzazione per il quale il MiC ha stanziato 7,5 milioni di euro

«Per aspera ad Astra». È il titolo del video che racconta che cosa potrebbe diventare, e forse davvero stavolta diventerà, il connubio tra un cinema anni Trenta di Verona, che si chiamava Astra, e gli eccezionali ritrovamenti archeologici, emersi tra il 2021 e il 2023 sotto le poltrone della sala: un video a cura di Andrea Rosignoli, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Verona, Vicenza e Rovigo, Brunella Bruno, archeologa che ha diretto gli scavi, e Silvia Dandria, entrambe funzionarie della stessa Soprintendenza. 

Il concept progettuale è di Paolo Richelli, architetto che ha seguito i progetti di recupero per conto del privato proprietario, ma anche per conto del MiC, subentrato nella proprietà del sito: giovedì 5 marzo, infatti, a Verona è stata firmata dal ministro della Cultura Alessandro Giuli, accompagnato dal sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi e dal direttore generale Fabrizio Magani, la stipula dell’acquisto dell’ex cinema Astra da parte dello Stato. Il progetto per la sua trasformazione in multisala si è scontrato ancora nel 2004 con i sondaggi che hanno rivelato la presenza di resti importanti. «Ma lo scavo vero e proprio, spiega Rosignoli, è iniziato solo nel 2021: possiamo dire che ora siamo di fronte a un’occasione molto bella e alla felice conclusione di un percorso tutto sommato breve dopo che lo scavo, realizzato prima con le risorse del privato e poi dello Stato, ha messo in luce la rilevanza dei ritrovamenti. Sono eccezionali sia lo stato di conservazione, con brani di mosaici e pitture parietali dai colori ancora vividi e con alzati fino a due metri, il sistema di riscaldamento a pavimento con i “praefurnia” e con le strutture di contropareti e tubuli in laterizio, ma anche la situazione spaziale. Il valore aggiunto importante è infatti quello di poter vedere i resti dall’alto, cosa inusuale, potendone leggere lo sviluppo e l’andamento».
 

Un finanziamento di 7,5 milioni di euro è stato stanziato dal MiC per mettere a punto e realizzare un progetto originale su un sito archeologico definito dal ministro Giuli «una piccola Pompei, che diventerà un luogo di socialità e sede del racconto della storia di Verona. La città si riappropria così della possibilità di condividere la visione di pellicole cinematografiche in un contesto di assoluto rilievo architettonico e al tempo stesso, di ammirare i meravigliosi resti della città romana alle porte di quella moderna». «Accanto all’idea, aggiunge Rosignoli, di restituire un cinema molto amato ai cittadini, il progetto prevede di farne un luogo originale per le caratteristiche, con funzioni ibride, oltre che cinema sala anche per eventi e convegni, conservando soprattutto la fruibilità dei resti archeologici dall’alto, sfruttando anche tecniche immersive digitali. Ora stiamo lavorando e definendo i passaggi per arrivare, in un tempo stimato di circa quattro anni, a questo risultato. Un investimento importante per realizzare un’offerta culturale complementare alle altre in città, un risultato a cui si è giunti anche grazie alla disponibilità del proprietario e del suo architetto».

Resti archeologici portati alla luce nel corso dei lavori all’ex cinema Astra nel centro storico di Verona

Resti archeologici portati alla luce nel corso dei lavori all’ex cinema Astra nel centro storico di Verona

Camilla Bertoni, 06 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

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L’ex cinema Astra di Verona comprato dallo Stato, resti archeologici compresi | Camilla Bertoni

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