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Riccardo Deni
Leggi i suoi articoliSette anni dopo aver aperto i battenti a Los Angeles, la Tanya Bonakdar Gallery si prepara a salutare la città. La mostra in corso, dedicata a Ben Hyunjin, sarà l’ultima: chiuderà il 29 agosto, segnando la fine di un capitolo per lo spazio di Highland Avenue. La decisione è maturata in concomitanza con la scadenza del contratto di affitto, prevista per settembre. «Abbiamo deciso di non rinnovarlo», ha dichiarato la galleria, sottolineando come questo momento rappresenti l’occasione per fermarsi, fare un bilancio e riconoscere i traguardi raggiunti.
L’apertura della sede losangelina, avvenuta nel 2018, era stata motivata dalla volontà di rispondere all’interesse di molti artisti del roster (tra cui Amalia Pica, Laura Lima e Susan Philipsz) desiderosi di una presenza sulla costa ovest. In quegli anni, Los Angeles era in pieno fermento creativo, e molte altre gallerie di peso, da Zwirner a Lisson, passando per Michael Werner, sceglievano di espandersi nella metropoli californiana.
Oggi, però, lo scenario sembra stare cambiando. Solo negli ultimi due mesi, due spazi di rilievo hanno annunciato la chiusura: Blum, storica galleria fondata a Santa Monica nel 1994, ha avviato un ridimensionamento delle sue attività, mentre Clearing, con sede a New York ma presente anche a L.A., ha chiuso i battenti, parlando apertamente della mancanza di soluzioni alternative praticabili.
Con l’uscita di scena della Tanya Bonakdar Gallery, il panorama artistico di Los Angeles perde così un altro protagonista. Resta da vedere se si tratta di un rallentamento temporaneo o dell’inizio di una nuova fase per l’ecosistema culturale della città.
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