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Gianfranco Ferroni
Leggi i suoi articoliLuca Massimo Barbero assume il ruolo di presidente dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Cini, «ampliando l’offerta e l’innovazione della ricerca con contatti e relazioni nazionali e internazionali atti a garantire nuove progettualità nel rispetto della continuità». A partire dal primo settembre, Antonio Mazzotta, professore associato dell’Università degli Studi di Milano, assume il ruolo di direttore dell’Istituto, «garantendo, con la sua presenza continuativa a Venezia, lo sviluppo di nuove iniziative di approfondimento e ricerca, così come sinergie culturali, istituzionali e collaborazioni con gli altri Istituti e attività della Fondazione Cini».
Dall’istituzione veneziana si evidenzia che «Antonio Mazzotta, (Milano, 1983) da sempre in stretti rapporti con Venezia, si è formato tra l’Università degli Studi di Milano e il Courtauld Institute of Art di Londra. Professore associato nell’ateneo milanese, è uno specialista dell’arte rinascimentale, e in particolare veneziana. Ha pubblicato numerosi saggi e articoli in riviste internazionali, oltre che diverse monografie, tra cui una su Giovanni Bellini. Ha curato mostre su artisti come Tiziano, Michelangelo e Andrea Solario in sedi come la National Gallery di Londra, dove ha lavorato, il Castello Sforzesco di Milano, le Gallerie dell’Accademia di Venezia e il Museo Poldi Pezzoli di Milano». E «Luca Massimo Barbero (Torino, 1963) è storico e critico d’arte, curatore associato delle Collezioni di Arte Moderna e Contemporanea di Intesa Sanpaolo, membro del comitato scientifico della Collezione Farnesina e consulente scientifico della Fondazione Lucio Fontana, già Curatore Associato della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia. Ha collaborato con alcune tra le più prestigiose istituzioni d’arte moderna e contemporanea, in Italia e all’estero, curando mostre presso il Moderna Museet di Stoccolma, il Kunsthaus di Zurigo, il Solomon R. Guggenheim Museum di New York, Fondazione Prada Rong Zhai di Shanghai, OōeEli Pop Up Gallery di Hangzhou e la Biennale di Venezia. Considerato tra i più autorevoli studiosi dell’arte italiana e americana del secondo dopoguerra, è autore di numerose pubblicazioni dedicate all’arte contemporanea nonché di cataloghi ragionati».
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