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Arianna Scinardo
Leggi i suoi articoliDal primo aprile Marcella Ferrari è la nuova direttrice della Fondazione Elpis, ruolo in cui subentra a Clarice Pecori Giraldi. La sua nomina segna un punto di svolta per l'istituzione milanese, fondata nel 2020 dalla collezionista Marina Nissim, che a sei anni dalla sua nascita si prepara a una profonda evoluzione strutturale e operativa. Questa nuova fase vede infatti una ridefinizione della geografia della Fondazione nel quartiere di Porta Romana. L'apertura della Villa (che accoglie ora gli uffici istituzionali) e dell'Atelier Elpis si affianca alla storica sede della Lavanderia, che assume così un ruolo totalmente votato alle mostre. Prende così forma un polo multiforme che integra in un’unica visione la residenza d’artista, la produzione culturale, la ricerca e la restituzione pubblica.
A guidare il nuovo progetto è stata chiamata una professionista con oltre vent’anni di esperienza nella gestione di progetti complessi nel contemporaneo. Già storica collaboratrice di Germano Celant per quasi un ventennio, Ferrari ha lavorato con Pirelli HangarBicocca e il Jewish Museum di New York. Fondamentale il suo ruolo di amministratore delegato, nel 2016, per la società che ha realizzato il titanico «The Floating Piers», il progetto di Christo sul Lago d’Iseo, oltre all’attività di produzione di opere d’arte pubblica con autori come Daniel Buren, Alicja Kwade e Patrick Tuttofuoco.
«Lavorare su ricerca e territori diversi, a contatto con gli artisti e potendo contare su spazi interconnessi, è un’opportunità preziosa, dichiara la neodirettrice. Elpis, in greco, significa speranza: è questo che desidero portare avanti, convinta che l’arte possa generare e nutrire speranza». Il suo mandato si concentrerà sul dialogo tra pratiche artistiche e tessuto urbano milanese, capitalizzando l’esperienza nazionale di Una Boccata d’Arte, il progetto diffuso che dal 2020 coinvolge venti artisti italiani e internazionali nella realizzazione di interventi site specific in altrettanti borghi italiani.
Un'evoluzione salutata con entusiasmo dalla presidente Marina Nissim: «In questi anni abbiamo costruito un’identità forte legando artisti, territori e comunità. Oggi sentiamo la necessità di sviluppare questo lavoro attraverso una struttura più articolata, capace di tenere insieme ricerca, produzione e apertura. Sono molto felice di accoglierla e avviare insieme questa nuova fase».
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