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Un'opera di Matisse di proprietà di Acquavella Galleries

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Un'opera di Matisse di proprietà di Acquavella Galleries

Matisse infinito a New York. 50 opere per una delle mostre più importanti di sempre in una galleria privata

Dal 9 aprile al 22 maggio la galleria newyorkese riunisce dipinti, sculture e lavori su carta che attraversano mezzo secolo di attività dell’artista. Prestiti museali e collezioni private per una rassegna che mancava dal 1973.

David Landau

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New York. Dal 9 aprile al 22 maggio, Acquavella presenta Matisse: The Pursuit of Harmony, una delle più ampie mostre dedicate a Henri Matisse organizzate da una galleria (commerciale) negli ultimi anni. L’esposizione riunisce 50 opere tra dipinti, sculture e lavori su carta, coprendo un arco cronologico che va dai primi anni del Novecento fino alla stagione matura.

Per la galleria si tratta di un ritorno significativo: l’ultima mostra interamente consacrata a Matisse risale al 1973. In un mercato in cui i capolavori dell’artista emergono prevalentemente attraverso vendite private o sporadiche apparizioni in asta, la concentrazione di opere di tale livello e provenienza assume un carattere quasi museale. Il percorso si apre con lavori dei primi anni del secolo, tra cui The Serf (1900–04), Madeleine I (1901) e il dipinto Male Model (circa 1900), che testimoniano l’interesse precoce per la figura e per la resa plastica del corpo. Al centro della mostra si colloca la serie completa dei quattro rilievi in bronzo di The Back, concepiti tra il 1908 e il 1930 e poi rielaborati negli anni successivi. La sequenza consente di seguire la progressiva semplificazione formale della figura femminile, dalla prima versione ancora ancorata a una modellazione naturalistica fino alla quarta, in cui il corpo si riduce a un impianto verticale essenziale.

Un’attenzione particolare è riservata al tema del nudo femminile, con oltre venti opere dedicate alle figure reclinate degli anni Venti e Trenta. Il dialogo tra pittura e scultura evidenzia il metodo di lavoro di Matisse: la posa viene sperimentata in un medium e poi tradotta nell’altro, attraverso successive riduzioni e affinamenti. Sculture come Grand nu assis (1922–29, fusione 1952) sono poste in relazione con tele che riprendono la medesima postura distesa e calibrata. Le opere provengono da importanti collezioni private e istituzioni museali. Hanno concesso prestiti il Museum of Modern Art di New York, il Philadelphia Museum of Art, la Phillips Collection, il Metropolitan Museum of Art e il Cleveland Museum of Art. L’insieme restituisce un quadro articolato della ricerca di Matisse, mettendo in luce la continuità tra le sperimentazioni dei primi decenni e la sintesi lineare delle opere tarde.

David Landau, 13 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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