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Davide Landoni
Leggi i suoi articoliTra fiere, mostre ed eventi, la Milano Art Week 2025 riserva anche l'apertura di un nuovo museo. Si tratta di BFF Gallery, spazio dedicato all’arte moderna e contemporanea sorto all’interno della sede centrale di BFF Bank.
«BFF Gallery nasce dal desiderio di creare, all'interno di Casa BFF, uno spazio che favorisca la connessione tra le persone e la trasmissione di conoscenze» - dichiara Massimiliano Belingheri, Amministratore Delegato di BFF Banking Group. «Abbiamo deciso di farlo attraverso un museo, partendo dalla collezione di arte moderna e contemporanea che ha accompagnato la storia di BFF sin dagli inizi. Ci auguriamo che chiunque visiterà questo nuovo luogo possa riscoprire l'arte come strumento unico di dialogo con gli altri e di stimolo all’innovazione e alla crescita».
Quanto alla collezione, BFF Banking Group ha avviato la raccolta negli anni Ottanta, mettendo assieme un nucleo che oggi conta circa 250 opere, realizzate da artisti quali Valerio Adami, Franco Angeli, Enrico Baj, Alberto Burri, Alik Cavaliere, Hsiao Chin, Lucio Del Pezzo, Lucio Fontana, Gianfranco Pardi, Arnaldo Pomodoro, Giò Pomodoro, Mario Schifano, Emilio Tadini, Joe Tilson e molti altri.

Enrico Baj, Il Paradiso Perduto , 1987, La fine del concilio in Pandemonium (II, 514 - 520), Acquaforte. Courtesy BFF Bank. Foto Paolo Vandrasch

Enrico Baj, Il Paradiso Perduto , 1987, Eva fissa lo sguardo sul frutto (IX, 733 - 738), Acquaforte. Courtesy BFF Bank. Foto Paolo Vandrasch
Accessibile gratuitamente, BFF Gallery inaugura i suoi spazi con la mostra «Baj + Milton “Paradiso Perduto” i paradossi della libertà», a cura di Maria Alicata e Giovanni Carrada. In esposizione la serie completa delle quaranta acqueforti realizzate da Enrico Baj per illustrare il «Paradiso perduto» di John Milton, pubblicate nel 1987 in un libro d’artista da Mastrogiacomo editore con l’introduzione, la selezione e le traduzioni di alcuni versi a cura di Roberto Sanesi. Si tratta di uno dei progetti meno conosciuti nella produzione di Baj, che racconta però a fondo il suo rapporto con la letteratura.
Attraverso gli immaginari dell’artista e il suo segno unico, le acqueforti ripercorrono alcuni temi centrali dell’opera di Milton - che, nei suoi oltre 10.000 versi sciolti, racconta le origini dell’Umanità dalla creazione di Adamo alla cacciata dall’Eden - proponendo un’occasione di riflessione sulla condizione umana e sui paradossi che sfidano molte delle nostre intuizioni spontanee sulla libertà.
Introducono la mostra alcune delle suggestive sagome che compongono l’Apocalisse (1978-2001), opera dello stesso artista, presentate grazie alla collaborazione con l’Archivio Enrico Baj di Vergiate.