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Ludovica Zecchini
Leggi i suoi articoliNel mercato dell’arte, oggi, la novità vale quasi quanto il nome. Non basta più un artista solido o una provenienza rassicurante: servono opere che il mercato non abbia ancora consumato, lavori capaci di riattivare desiderio e competizione in un collezionismo diventato più selettivo, meno impulsivo, molto più internazionale. È probabilmente in questo spazio che si legge il risultato ottenuto da Sotheby’s a Milano, che con l’asta primaverile di arte moderna e contemporanea del 27 maggio che raggiunge 11 milioni di euro di vendite (oltre la stima massima pre-sale fissata tra 6,9 e 9,8 milioni).
Non è un caso che il 72% delle opere in catalogo comparisse per la prima volta in asta. La freschezza dell’offerta si conferma infatti uno dei principali motori del mercato attuale, e l'appuntamento milanese ne è stata una dimostrazione evidente: oltre il 56% dei lotti ha superato la stima massima e il tasso di venduto ha raggiunto l’89% per lotto e il 97,2% in valore. Lo ha sottolineato anche Francesca Lumina, Head of Sale, Modern and Contemporary Art di Sotheby’s Milano, «Particolarmente positiva la quantità di lotti che ha superato le stime di partenza, segnale di un interesse solido e selettivo, soprattutto per opere fresche sul mercato».
Il baricentro della serata è stato come spesso accade Lucio Fontana. «Concetto spaziale, Attese» si è imposto come top lot a 1,8 milioni di euro, più che raddoppiando la stima minima. Interesse sostenuto anche per «Concetto spaziale, Attesa», aggiudicato a 512 mila euro, oltre il doppio della stima bassa, e per «Madonna e Putti», che supera la stima alta fermandosi a 192 mila euro. Completa il gruppo il «Senza titolo» realizzato con Egidio Costantini, a 179,2 mila euro.
Lucio Fontana, Concetto spaziale, Attese. Venduto a 1,8 milioni di euro
Salvo, Una sera. Venduto a 192 mila euro
Giorgio Morandi conferma una tenuta stabile sul segmento alto del mercato. Una sua «Natura morta» arriva a 1,6 milioni di euro, mentre la seconda composizione si ferma circa a 1 milione di euro. Tra le aggiudicazioni più competitive si colloca poi Mario Schifano con «Botticelli 2», a 562,8 mila euro, dopo aver raddoppiato la stima minima.
Ma è soprattutto nella fascia intermedia del catalogo che si misura oggi la profondità reale del mercato. Carla Accardi con «Arancio» raggiunge 128 mila euro contro una stima di 70-90 mila; Antonio Donghi con «La casa del vescovo» supera il doppio della valutazione massima a 102,4 mila euro; Giorgio de Chirico con «Piazza d’Italia» viene aggiudicato a 281,6 mila euro.
Continua inoltre il consolidamento del mercato di Salvo. «Una sera» supera di oltre due volte la stima alta raggiungendo i 192 mila euro, mentre «28 siciliani più un mistero» conferma la tenuta della domanda sull’artista siciliano. Leonardo Cremonini con «Les horizons et les parcours», registra 140.8 mila euro, oltre il doppio della stima massima. Sul fronte internazionale, Pierre Alechinsky con «Personne» a 192 mila euro, mentre Yves Klein con «Monochrome bleu sans titre (IKB 323)» chiude a 281,6 mila euro.
Tirando le somme, Sotheby’s non può che dirsi soddisfatta di aver chiuso per la settima volta, nelle sette ultime aste a Milano, con un risultato oltre i 10 milioni di euro. Segno di estrema consapevolezza dei gusti e delle possibilità del mercato italiano, su cui i cataloghi vengono preparati con sartoriale precisione. Appuntamento dunque a novembre, quando l'abito da cucire sarà quello autunnale. Se la sua trama è ancora da definire, il risultato complessivo ce lo possiamo già figurare.
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