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Samantha De Martin
Leggi i suoi articoliDopo il Premio Olivetti per l’accessibilità culturale, il Ministero della Cultura istituisce il Centro Studi per il Piano Olivetti per la cultura, un organismo che svolgerà attività di studio, ricerca e approfondimento relativamente ai temi della «siccità culturale» e dei bisogni culturali e si occuperà delle attività di approfondimento e ricerca previste dal Piano Olivetti per la cultura, l’iniziativa strategica del MiC ispirata alla visione sociale di Adriano Olivetti, finalizzata a promuovere la rigenerazione culturale delle periferie e delle aree interne.
Al Centro Studi, istituito con il decreto 287 del 9 luglio, sono demandate anche la realizzazione dell’«Atlante culturale delle aree fragili», una mappatura permanente che capta le esigenze culturali dei territori marginali, e ancora la produzione e diffusione della cultura olivettiana, la promozione dei Laboratori Olivetti per il dialogo sociale. All’organismo spetterà anche l’organizzazione delle Giornate Olivettiane, la realizzazione di palinsesti annuali di seminari e festival, la promozione del dialogo intergenerazionale e l’organizzazione di percorsi di educazione digitale consapevole.
Il Direttore del Centro Studi, nominato dal Ministro della Cultura e scelto tra personalità di comprovata esperienza nell’ambito del pensiero olivettiano, nelle politiche culturali e nelle discipline connesse alle finalità del Piano, senza corresponsione di indennità o rimborso spese, avrà funzioni di rappresentanza e assicurerà, d’intesa con il direttore generale del Piano Olivetti, le attività di progettazione, redazione e pubblicazione dei Quaderni e degli Annuari e delle eventuali altre pubblicazioni.
Un comitato tecnico-scientifico vedrà invece la partecipazione di studiosi ed esperti di comprovata competenza nei settori di interesse del Piano Olivetti per la cultura, nominati dal Ministro della Cultura, anch’essi senza corresponsione di indennità o rimborso spese e così individuati. Saranno inclusi fino a nove rappresentanti del mondo accademico e della comunità scientifica, con specializzazione nell’ambito delle discipline della cultura e del patrimonio culturale, delle politiche sociali e di innovazione culturale, un esperto del Terzo settore e un esperto in materia di accessibilità e inclusione, oltre a un esperto in materia di politiche giovanili.
Dall’attuazione del decreto, pubblicato nella Sezione «Atti e normativa» del sito istituzionale del MiC, non derivano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Samantha De Martin
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