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Daria Berro
Leggi i suoi articoliIl Polittico Griffoni, capolavoro del Rinascimento emiliano, è tornato a casa, nella Cappella di San Vincenzo Ferrer nella Basilica di San Petronio a Bologna. Non l’originale, certo, smembrato nell’Ottocento, ma una nuova ricostruzione con fotografie ad altissima risoluzione realizzata a cura di Quadricroma su progetto dell’agenzia di comunicazione Mediamorphosis, grazie alla donazione della società benefit L’Operosa.
La pala d'altare dedicata a san Vincenzo Ferrer fu concepita per la cappella di famiglia del mercante Floriano Griffoni all’interno della Basilica bolognese. La sua esecuzione, tra il 1470 e il 1472, fu affidata al ferrarese Francesco del Cossa, segnando l’inizio della sua collaborazione con il più giovane Ercole de’ Roberti. Verso il 1725 il nuovo proprietario della cappella, il monsignore Pompeo Aldrovandi, fece smantellare la pala e destinò le singole porzioni figurate a «quadri di stanza» della residenza di campagna della famiglia nei pressi di Ferrara. Nell’Ottocento i 16 pannelli superstiti, dei 23 originari, di quella che fu una delle pale d’altare più ammirate del Rinascimento, entrarono nel giro del mercato antiquario e del collezionismo, disperdendosi in nove musei, anche all'estero: National Gallery di Londra, Pinacoteca di Brera di Milano, Louvre di Parigi, National Gallery of Art di Washington, Collezione Cagnola di Gazzada (Va), Musei Vaticani, Pinacoteca Nazionale di Ferrara, Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam e Collezione Vittorio Cini di Venezia.
La riproduzione del Polittico Griffoni nella Cappella di San Vincenzo Ferrer della Basilica di San Petronio a Bologna
Il leggio che accompagna i visitatori nella comprensione dell’opera e della sua storia
A partire dalla fine dell’Ottocento prese avvio un ampio lavoro di ricostruzione critica, che vide protagonisti studiosi come Gustavo Frizzoni, Roberto Longhi e, più recentemente, il contributo decisivo del ritrovamento di uno schizzo del 1725 di Stefano Orlandi, fondamentale per la comprensione dell’assetto originario del Polittico. La ricostruzione attuale restituisce al pubblico la complessità dell’opera: al centro è san Vincenzo Ferrer, con alla sua destra san Pietro e alla sua sinistra san Giovanni Battista. Sopra Pietro e Giovanni ammirano la scena san Floriano e santa Lucia (in omaggio ai committenti). Al centro, fra i due, una Crocifissione. Sul registro più alto della pala, in due tondi, sono raffigurati l’arcangelo Gabriele e la Vergine Annunciata. Tutte le figure furono realizzate da Francesco del Cossa, mentre il più giovane Ercole de'Roberti si occupò della predella, e delle più piccole figure di santi ai lati.
Nel 2020, dopo 300 anni, tutte le parti superstiti del Polittico erano tornate a Bologna, non distante da San Petronio, a Palazzo Fava, grazie ai prestiti straordinari dei musei proprietari, per la mostra «La riscoperta di un capolavoro» curata da Mauro Natale e Cecilia Cavalca. Alla studiosa si deve la proposta di ricostruzione allora presentata, con la presenza di almeno sette figure di santi sui pilastri laterali. In quell'occasione era stata presentata anche una perfetta copia del polittico realizzata dalla madrilena Factum di Adam Lowe, ora parte della collezione permanente del Museo della Storia di Bologna, a Palazzo Pepoli. La mostra, un’occasione imperdibile di studio e contemplazione dei singoli elementi, riuniti a 550 anni dalla loro realizzazione, era purtroppo stata interrotta dal Covid-19. Resta valido, però, l’auspicio allora formulato da Mauro Natale: «Sarebbe davvero straordinario se la mostra scatenasse una sorta di gara alla ricerca degli elementi mancanti».
Le ipotesi di ricostruzione del Polittico proposte da Cecilia Cavalca nel 2013 e nel convegno internazionale di ottobre 2020 in occasione della mostra a Palazzo Fava
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