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Lavinia Trivulzio
Leggi i suoi articoliUna delle formazioni rocciose più riconoscibili del litorale salentino non esiste più. Nella notte tra il 13 e il 14 febbraio una violenta mareggiata ha provocato il crollo dell’Arco dell'Amore, struttura naturale scavata nella roccia calcarea lungo la costa di Melendugno, in provincia di Lecce.
Il cedimento è avvenuto in un contesto di forte maltempo che ha interessato l’Adriatico meridionale con venti intensi e moto ondoso sostenuto. L’arco, già segnato da fenomeni di erosione progressiva, è stato “sbriciolato” dall’azione combinata delle onde e delle infiltrazioni d’acqua nella falesia. Al mattino, al posto della struttura che per anni aveva rappresentato uno dei punti più fotografati della costa, restavano solo blocchi di roccia crollati in mare.
Il valore dell’Arco dell’Amore non era monumentale ma paesaggistico e simbolico. Inserito in un tratto di costa ad alta densità turistica, tra calette e piattaforme rocciose, era diventato un landmark identitario per Melendugno e per l’intero Salento. La sua immagine circolava stabilmente sui social network, contribuendo alla costruzione di un immaginario balneare fondato su scenari naturali “intatti” e accessibili. Il crollo mette in evidenza una tensione strutturale che riguarda l’intero litorale pugliese. La costa adriatica del Salento è composta in larga parte da calcareniti e rocce sedimentarie friabili, esposte a un’erosione accelerata dall’intensificarsi degli eventi meteo-marini estremi. L’innalzamento del livello del mare, la maggiore frequenza di mareggiate e l’alterazione dei regimi stagionali amplificano processi geomorfologici già in atto.
Su scala locale l’evento incide sull’attrattività turistica di un tratto costiero che ha costruito parte della propria economia sull’estetica del paesaggio naturale. Su scala regionale riapre il tema della pianificazione costiera e della gestione del rischio, in un contesto dove la pressione antropica estiva si somma alla fragilità geologica. Su scala nazionale il caso si inserisce in una sequenza crescente di episodi che riguardano archi naturali, falesie e tratti di costa soggetti a collasso improvviso.
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