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Castello Ruspoli e giardino storico

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Castello Ruspoli e giardino storico

Ora il Castello Ruspoli, gioiello della Tuscia, è nella giusta prospettiva

Il ripristino dell’ingresso originario alla dimora rinascimentale, a lungo precluso dal passaggio della ferrovia, torna a offrire la veduta tanto apprezzata dai viaggiatori del Grand Tour

Barbara Antonetto

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Una sorprendente quinta prospettica a cascata con una scala monumentale che collega gli antichi terrazzamenti del giardino: si tratta del prospetto meridionale, detto «Barchetto», del Castello Ruspoli, abbandonato negli anni Trenta per il passaggio della linea ferroviaria Roma-Viterbo.

Il Castello è un interessantissimo esempio di trasformazione da rocca medievale a residenza nobiliare situato a Vignanello (VT), un borgo situato nella Tuscia laziale che si sviluppa intorno al maestoso edificio, il cui valore aggiunto è il giardino storico, uno dei più stupefacenti e meglio conservati del nostro Paese grazie alla cura costante della famiglia Ruspoli che mantiene la proprietà dalla fine del Seicento dopo che intricate vicende di successione hanno visto avvicendarsi nel secolo precedente i Farnese, gli Orsini e i Marescotti. È il magnifico parterre impiantato a inizio Seicento da Ottavia Orsini a permettere di leggere, nella trama di verde delle siepi, il succedersi delle famiglie: sono infatti ancora disegnate, e quasi incise nel bosso, le iniziali OO della stessa Ottavia Orsini, e poi SG (Sforza e Galeazzo i suoi figli) fino ad arrivare a inizio Settecento con le iniziali di Francesco Ruspoli.

Per volontà di Claudia Ruspoli e di suo nipote Paulo Misasi Ruspoli, un pool di architetti, storici dell’arte e paesaggisti ha partecipato al Bando del Mic destinato a «Proposte d’intervento per il restauro e la valorizzazione di parchi e giardini storici» e sostenuto dai Fondi del Pnrr. Il progetto per il Parco del Castello Ruspoli, coordinato da Elisa Fochetti è stato uno dei 129 selezionati tra 1081 progetti.

Nel dettaglio prevedeva:

- Il ripristino dell’accesso originario lungo l’asse nord-sud e la relativa quinta prospettica a cascata, valorizzata dalla scala monumentale che collegava i livelli del giardino. Oggi separata dalla ferrovia, la scala necessitava di un restauro urgente per ricomporre l’assetto storico e preservarne il valore scenografico in asse con il Castello e la vasca grande

- Dotare il parco di un sistema di irrigazione e illuminazione automatizzati.

- Il recupero delle alberature monumentali del bosco e l’avvio di una serie di azioni di cura finalizzate al rinvigorimento della vegetazione nel sottobosco

- La costruzione di una nuova serra che non interferisse con l’assetto del giardino formale, né con la prospettiva visiva che collega il viale del Parco della Marescotta con il Castello.

- La realizzazione del progetto paesaggistico curato da Luciano Giubbilei riguardante l’ingresso originario con il ripristino dei terrazzamenti storici del giardino e la valorizzazione della struttura pensile con siepi sempreverdi che sottolineano muri e scalinate.

La nuova serra occupa una superficie di 110 metri quadrati e presenta dimensioni pari a 18,50x6,00 metri, con un’altezza massima al colmo di 5. È una struttura interamente realizzata in ferro e vetro, con doppia entrata sui lati corti e apertura verso l’esterno per agevolare la ventilazione.

La porzione ovest del giardino, che circonda il parterre, è stata lasciata a boschetto e frutteto nel rispetto del carattere naturale del luogo; sono stati semplicemente aggiunti nuove alberature e arbusti in armonia con il paesaggio circostante mantenuto. In parallelo, con l’apporto di Rocco Sgherzi, sono state curate e recuperate le alberature monumentali del Bosco della Marescotta, che si estende in continuità con il parterre.

Il progetto era dunque articolato tra architettura e paesaggio nel rispetto del carattere naturale del luogo in cui il castello è contornato da un verde composto da terrazze, siepi, boschetti, alberi monumentali, arbusti e frutteti, il tutto intervallato da muri e scalinate e culminante su una splendida peschiera.

Parallelelamente alla conclusione dei lavori è stato dato alle stampe il volume Vignanello. Il castello, la sua terra, la sua storia, i suoi giardini, edito da Franco Maria Ricci e curato da Alberta Campitelli, che ricostruisce la storia del castello e del giardino, dei suoi proprietari, del rapporto con il borgo e degli interventi realizzati con i finanziamenti Pnrr.

Una veduta della facciata del Castello Ruspoli di Vignanello

Il giardino sud del Castello Ruspoli di Vignanello

Barbara Antonetto, 29 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

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