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Redazione
Leggi i suoi articoliInnovazione, ampliamento del pubblico e rafforzamento delle categorie storiche. Questa la ricetta che ha guidato, e guiderà, Phillips, che ha chiuso il 2025 con numeri che raccontano un cambio di passo netto. Le vendite globali raggiungono i 927 milioni di dollari, in crescita del 10% sull’anno precedente, con il dato forse più indicativo che proviene dalle vendite private, che superano i 200 milioni di dollari (+66%)- Il cuore delle operazioni rimangono comunque le aste, che sono valse 725 milioni di dollari, con un tasso di vendita solido (88%), il 94% per valore. Un terzo degli acquirenti era alla prima esperienza e quasi il 70% delle opere è stato venduto online, confermando una trasformazione strutturale del comportamento dei collezionisti.
Uno degli elementi chiave dell’anno è stato il lancio, a settembre, della piattaforma Priority Bidding. Le offerte anticipate sono aumentate del 275%, quasi quadruplicate in pochi mesi, grazie a una struttura di commissioni che premia chi si muove prima. È un segnale di come Phillips stia cercando di orientare il mercato più che inseguirlo, intervenendo sui meccanismi stessi della competizione in sala e online.
Sul piano dei contenuti, le vendite serali di arte hanno presentato esclusivamente opere nuove sul mercato, mai offerte prima all’asta. A novembre la casa ha introdotto per la prima volta oggetti di storia naturale nelle aste di arte moderna e contemporanea. La selezione, chiamata «Out of this World», è stata guidata da Cera, un giovane Triceratops, che ha più che raddoppiato la stima minima superando i 5 milioni di dollari.
Francis Bacon, Study for Head of Isabel Rawsthorne and George Dyer
Patek Philippe Ref. 1518
Il settore degli orologi, sviluppato in collaborazione con Bacs & Russo, ha toccato il totale annuale più alto della sua storia: oltre 290 milioni di dollari nel decimo anniversario della partnership. Inoltre, Phillips è stata la prima casa d’aste a superare i 200 milioni di vendite annuali per cinque anni consecutivi in questo segmento. Nel 2025 sono stati venduti più di 1.800 orologi e 36 segnatempo hanno superato il milione di dollari, un primato per il settore.
Anche i gioielli hanno segnato un passaggio significativo con la vendita a Ginevra della collezione Vanderbilt. Nel campo del design sono stati stabiliti nuovi record d’asta per artisti e designer come Judy Kensley McKie, Guy de Rougemont, Adolf Loos e Kathy Butterly, confermando la centralità di Phillips in questo ambito.
La fotografia cresce del 16% grazie soprattutto alla vendita storica «Visual Language The Art of Irving Penn», realizzata in collaborazione con la Irving Penn Foundation, che ha stabilito un nuovo record d’asta per l'autore. Nel frattempo, la casa ha ampliato la propria presenza nel settore delle edizioni con la prima vendita dedicata a Hong Kong e con il debutto della vendita MODERNISM a New York, focalizzata su opere della fine del Novecento e oltre.
Le parole dell’amministratore delegato Martin Wilson restituiscono il senso di questo percorso. «Phillips», dice, «ha ampliato la propria visione di cosa possa essere una casa d’aste del XXI secolo, intrecciando arte, design e oggetti di lusso e intercettando una nuova generazione di collezionisti orientati al digitale. Con lo sguardo già rivolto al 2026, anno del 230 anniversario, la casa rivendica una fiducia ritrovata e la volontà di guidare, non solo accompagnare, il futuro del collezionismo».
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