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Cecilia Paccagnella
Leggi i suoi articoliPatrimonio Unesco dal 2021 assieme agli altri sette siti di «Padova Urbs Picta» («I cicli affrescati del XIV secolo di Padova»), il Battistero della Cattedrale di Santa Maria Assunta ospita gli affreschi di Giusto de’ Menabuoi (1375-76), che sono stati recentemente oggetto di restauro da parte dell’allora Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso: con fondi ministeriali (810mila euro per gli affreschi e 150mila euro per la valutazione della vulnerabilità sismica dell’edificio battesimale), nel 2020 sono stati completati i lavori di recupero, operando su pennacchi, pareti, cupola minore, presbiterio e sacrestia. Nel 2013, quando iniziarono i lavori, si era intervenuto sul tamburo e sulla cupola maggiore. Due anni dopo la presentazione del ripristino del ciclo trecentesco, nel 2022 è stato coniato il nome «Domus Opera» per riferirsi a tutto il complesso monumentale di Piazza Duomo, che comprende anche il Palazzo Vescovile e il Museo Diocesano, e per introdurre un nuovo progetto di valorizzazione, tutela e promozione del patrimonio artistico al suo interno.
La convenzione, sottoscritta tra la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo (che ha stanziato 750mila euro), la Diocesi di Padova, la Parrocchia e l’attuale Sabap per le province di Padova, Treviso e Belluno, comprendeva la riqualificazione del Battistero di San Giovanni Battista e la realizzazione di un nuovo accesso dal Chiostro dei Canonici alla sala di prelettura. A giugno 2024, inoltre, nel Chiostro, situato tra il Battistero e la Cattedrale, sono stati avviati gli scavi archeologici diretti da Cinzia Rossignoli. Conclusi nel mese di marzo 2025, hanno rappresentato un approfondimento del lavoro condotto nel medesimo sito dall’Università di Padova tra il 2011 e 2012, dal quale era riemerso un vano con raffinato pavimento a mosaico risalente al IV secolo d.C., restaurato dalla ditta Malvestio di Concordia Sagittaria (Ve) sotto la direzione di Elena Pettenò. Le ultime indagini hanno svelato l’utilizzo cimiteriale dell’area tra il periodo medievale e l’Ottocento e alcune tracce di un muro probabilmente riconducibile al perimetro dell’antico chiostro. Al di sotto, sono state rinvenute ulteriori porzioni pavimentali in cocciopesto di epoca tardo romana e, sul fondo dello scavo, sembra riaffiorare un’antica domus. Ma saranno le analisi specialistiche a interpretare il significato di questi ritrovamenti e a stabilire che tipo di informazioni custodiscono sulle fasi formative dell’edificio sacro.
Parallelamente, il 4 febbraio sono entrati nel vivo i lavori di verifica del rischio sismico, riduzione della vulnerabilità sismica e restauro del Duomo, anche grazie al contributo del Ministero della Cultura nel rispetto della normativa antisismica del 2016 (Legge 232). Più volte vittima durante i conflitti mondiali del secolo scorso, la copertura della Basilica (ricevette il titolo di «basilica minore» nel 1754, Ndr) è oggi un pericolo in caso di sisma e, come spiega la Soprintendenza, è necessario «l’alleggerimento delle masse di inerti accumulate in quota in seguito a crolli dovuti ai bombardamenti, con un significativo beneficio in termini di riduzione dei carichi e miglioramento del comportamento strutturale complessivo». Particolare attenzione è stata rivolta alle interazioni tra le masse murarie di Cattedrale e Battistero, che potrebbero agire come «moltiplicatori di effetti potenzialmente distruttivi». Il cantiere in atto, affidato alla ditta Mazzaferri Srl della provincia di Teramo, ha infatti lo scopo di limitare al minimo eventuali rischi attraverso «l’irrigidimento delle falde della copertura, il posizionamento di tiranti per la ritenzione delle spinte e la solidarizzazione delle geometrie strutturali, inclusi gli elementi estradossali dei cupolini delle navate, nonché il risarcimento del quadro fessurativo delle murature dei sottotetti».
La conclusione dei lavori è prevista tra 12 mesi, durante i quali si succederanno tre distinte fasi operative (riguardanti, nell’ordine, la navata nord, quella centrale e quella sud) per continuare a garantire l’accesso al Duomo.
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