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Jenny Dogliani
Leggi i suoi articoliScritta dal colonello, e passeggero di prima classe sopravvissuto al naufragio, Archibald Gracie il 10 aprile 1912, cinque giorni prima del fatale impatto con l’iceberg nell’Atlantico settentrionale, la lettera partiva da una base d’asta di 40-60mila sterline e con la vendita da parte della casa britannica a 300mila sterline (399mila dollari, 350 mila euro) ha segnato un nuovo record per una lettera scritta a bordo del Titanic. «Grandissima la rarità di questo lotto: è scritto da uno dei sopravvissuti di più alto profilo, con contenuti eccellenti e su un supporto rarissimo: la cartolina postale. Un’opera museale davvero eccezionale», spiegano dalla casa d’aste.
Alla sua prima comparsa sul mercato, la lettera è stata timbrata a Queenstown alle 15,45 dell’11 aprile e a Londra il giorno successivo. Faceva parte di una vendita di oltre 300 lotti, per lo più legati al Titanic e alla White Star Line. Tra questi, il violino usato dal direttore d’orchestra nel film «Titanic» (1997) di James Cameron, venduto per 72.500 dollari, e una bandiera della compagni navale britannica White Star Line appartenuta a un celebre commodoro, venduta a 48.000 dollari.
Archibald Gracie fu uno degli ultimi passeggeri a mettersi in salvo prima dell’inabissamento. «È una bella nave, ma attenderò la fine del mio viaggio prima di giudicarla. L’Oceanic è come una vecchia amica e, sebbene non possieda lo stile elaborato e i divertimenti vari di questa grande nave, le sue qualità marine e il suo aspetto da yacht mi fanno sentire la sua mancanza. È stato molto gentile da parte tua inviarmi questo affettuoso saluto, con i migliori auguri per il tuo successo e la tua felicità, Archibald Gracie», sono alcune delle parole scritte dal colonello (che fu anche autore del libro Verità sul Titanic).
Gracie salì a bordo del Titanic a Southampton il 10 aprile 1912 e gli fu assegnata la cabina di prima classe C51. Il giorno del disastro, verso le 23,40, Gracie si svegliò di soprassalto per l’impatto, aiutò il secondo ufficiale Charles Lightoller a riempire le scialuppe con donne e bambini e si salvò tuffandosi mentre la parte anteriore della nave si immergeva nell’acqua, riuscì a risalire in superficie e ad arrampicarsi sulla scialuppa di salvataggio rovesciata insieme a qualche decina di altri uomini in acqua.
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