Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Letizia Riccio
Leggi i suoi articoliCome ampiamente annunciato, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha invitato, oggi, 9 gennaio, alle 16.30, i rappresentanti delle istituzioni, del Governo e delle opposizioni politiche alla cerimonia per commemorare le vittime dell’incendio di Crans Montana che verrà officiata dal cardinale Baldassare Reina, vicario generale per la diocesi di Roma, nella Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso a Roma. La scelta è ricaduta sulla basilica minore, storicamente chiesa della comunità lombarda nella capitale. La Basilica barocca, fondata a Roma dall’omonima Arciconfraternita, diviene, così, il luogo simbolo del saluto e della solidarietà di tutto il Paese e della Chiesa ai giovanissimi connazionali deceduti e a quelli che lottano per la vita negli ospedali (molti al Niguarda di Milano), in attesa che prosegua l’iter giudiziario.
La Basilica sorge in uno dei punti nevralgici del centro storico di Roma, all’incirca a metà di via del Corso, strada che unisce piazza Venezia a piazza del Popolo, percorsa dai romani di ogni quartiere (per loro, la chiesa è meglio conosciuta come San Carlo al Corso) e meta obbligata per i visitatori della Capitale. Un tempo, questo tratto si chiamava via Lata ed è qui che, alla fine del XV secolo, papa Sisto IV affidò all’allora Confraternita dei Lombardi la chiesa in disuso di San Nicola de Tufis in Campo Marzio, risalente al X secolo. Dopo poco più di cento anni, l’edificio che nel frattempo era stato rinnovato e intitolato a sant’Ambrogio, venne demolito per dar vita a una nuova Basilica, cancellando per sempre opere cinquecentesche di Baldassarre Peruzzi, Perin del Vaga e Taddeo Zuccari.
Santi in gloria, affresco di Giacinto Brandi, Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso, Roma
Volta della Cappella di sant’Olaf di Norvegia, particolare. Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso, Roma
La canonizzazione di San Carlo Borromeo (1610) diede il via alla nuova vita del sito cattolico, con un’imponente ricostruzione, fino all’edificio sacro visibile oggi. La prima fase del progetto fu opera dapprima di Onorio Longhi che concepì, fra l’altro, un ampio deambulatorio alle spalle dell’altare maggiore, ispirato all’architettura del Duomo di Milano. Il progetto venne in seguito affidato a Martino Longhi il Giovane, figlio di Onorio e, infine a Pietro da Cortona, che in pieno Seicento realizzò anche la grande cupola, alta più di 70 metri, una delle più imponenti di Roma e quinta per ampiezza.
L’esterno della cupola è ben visibile sul retro della chiesa, affiancato dalle statue dei due santi e affacciato su piazza Augusto Imperatore, di fronte al Mausoleo di Augusto. La facciata della Basilica fu, invece, completata nel 1684 su disegno del cardinale milanese Luigi Alessandro Omodei. Pietro da Cortona disegnò anche gli stucchi dorati della volta della navata centrale, del transetto e della tribuna, realizzati, poi, dai suoi allievi Cosimo e Giacomo Antonio Fancelli. La pianta della Basilica, a croce latina, è divisa in tre navate, delle quali quella centrale è sormontata da un pregevole affresco di Giacinto Brandi (1621-91), la «Cacciata degli angeli ribelli dal paradiso». Fra le opere più importanti all’interno della chiesa, la «Gloria di Sant'Ambrogio e San Carlo Borromeo» (1685-90), olio su tela di Carlo Maratta, collocato sopra l’altare maggiore.
Alle spalle dell’altare, lungo il deambulatorio che riprende la concezione gotica del Duomo di Milano, è conservata una reliquia del cuore di san Carlo, donata all’Arciconfraternita dal cugino arcivescovo di Milano, Federico Borromeo (fondatore della Biblioteca Ambrosiana a Milano e committente del Colosso di San Carlo Borromeo ad Arona). La Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso è cara anche alla comunità norvegese di Roma. Una delle cappelle della navata sinistra, dedicata al re martire Olaf (che si convertì al Cristianesimo e venne ucciso nella battaglia di Stiklestad nel 1030), contiene la tela «Sant’Olaf di Norvegia» (1893) dell’artista polacco Pius Welonski. Nel 1906, papa Pio X affidò la chiesa all’Istituto della Carità dei Rosminiani; ed è qui che, nel 1925, venne ordinato vescovo Angelo Roncalli, il futuro papa Giovanni XXIII. Infine, nel 1929, papa Pio XI, con il breve «Lombardi in Urbe», proclamò il sito Basilica minore.
Facciata della Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso, Roma
Altri articoli dell'autore
«Chi mi ama mi segua», il discusso slogan pubblicitario sui jeans coniato dal fotografo nel 1973, è il titolo del documentario che sarà proiettato nel museo romano e andrà in onda in Tv il 13 gennaio
L’edizione 2026 si è rinnovata per l’appuntamento settimanale, con un linguaggio immediato e temi legati all’attualità, dal 16 gennaio in seconda serata
Negli «Appunti di Viaggio», su Rai Play Sound, il divulgatore parla in tono colloquiale degli highlight e dei retroscena della serata natalizia in onda su Rai 1
La Galleria comunale d’arte moderna della capitale riprende slancio esponendo i suoi gioielli, dai capolavori delle avanguardie alle nuove acquisizioni



