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Amedeo Modigliani, «Nu assis au collier» (dettaglio). Stima oltre i 45 milioni di sterline

Sotheby’s

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Amedeo Modigliani, «Nu assis au collier» (dettaglio). Stima oltre i 45 milioni di sterline

Sotheby’s

Scandaloso, prezioso: in vendita uno dei più importanti dipinti di Modigliani mai apparsi sul mercato

Stimata da Sotheby’s 45 milioni di sterline, «Nu assis au collier» è descritta dalla maison come «una pietra miliare all'interno della celebre serie di nudi di dell'artista»

Camilla Sordi

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Nel 1917, l'appartamento al numero 3 di rue Joseph Bara, tra il cimitero di Montparnasse e i giardini del Lussemburgo, era poco più di un laboratorio improvvisato. Leopold Zborowski, il mercante d'arte di Amedeo Modigliani, pagava al pittore un sussidio di 15 franchi al giorno. Di questi, 5 finivano regolarmente nelle tasche delle modelle che accettavano di posare per lui. Da quelle sessioni nacque una serie di nudi destinata a ridefinire la rappresentazione del corpo nel Novecento, di cui «Nu assis au collier» è uno degli esempi più misurati e complessi. Non a caso, l'opera torna oggi sul mercato - da Sotheby's a Londra, il 24 giugno - con una stima di 45 milioni di sterline. Il dipinto guiderà la Lewis Collection, sulla carta la raccolta più preziosa di sempre tra quelle proposte in asta in Europa.

Al di là delle cifre, la tela costringe a guardare oltre la coltre biografica che ha spesso ridotto l'arte di Modigliani a un sottoprodotto della sua vita tormentata. Al sui interno la modella, per esempio, non cerca l'interazione con l'osservatore. A differenza dell'Olympia di Édouard Manet, che fissava il pubblico parigino con esplicita consapevolezza di classe, la figura di Modigliani si ripiega su se stessa. Thomas Boyd-Bowman, responsabile delle aste serali di arte impressionista e moderna a Londra, l'ha definita «una pietra miliare all'interno della celebre serie di nudi di Modigliani, che si distingue per il rigore, la profondità psicologica e per la sua audacia». Lo stesso Boyd-Bowman ha aggiunto che, per quanto appaia misurata in superficie, questa «Olympia dei giorni nostri ha avuto comunque il potere di ribaltare la tradizione, suscitando scalpore».

Lo scalpore fu anzitutto d'ordine pubblico. Quando nel dicembre del 1917 la gallerista Berthe Weill espose la serie di nudi nella sua vetrina di rue Taitbout, la polizia ordinò la chiusura immediata della mostra, ritenendo intollerabile l'esibizione della peluria pubica e la totale assenza di filtri mitologici o allegorici. La modella di «Nu assis au collier» indossa solo una collana di corallo, un dettaglio che richiama la ritrattistica del Rinascimento italiano, ma la struttura del suo corpo risente della lezione geometrica del Cubismo e della sintesi plastica delle sculture africane che Modigliani aveva studiato a lungo.

Se la stima dovesse venire confermata, il dipinto diventerebbe il quinto più prezioso della storia in asta di Modigliani. Davanti a lui, in cima alla classifica di vendite, proprio due opere appartenenti alla stessa seri di nudi esposti nel 1917 da Berthe Weill: «Nu couché» (170 milioni di dollari da Christie's nel 2015) e «Nu couché (sur le côté gauche)» (157 milioni di dollari da Sotheby's nel 2018). Seguono «Nu assis sur un divan (la belle romaine)» (68 milioni di dollari da Sotheby's nel 2010) e «Jeanne Hébuterne (au foulard)» (55 milioni di dollari da Sotheby's nel 2016), sicuramente più approcciabili.

Il quadro non è stato più esposto in Europa dal 1938. La sua traiettoria successiva si è sviluppata quasi interamente nei musei americani, con passaggi al MoMA e al Metropolitan di New York. La prolungata assenza ha contribuito a isolare l'opera dal contesto originario, trasformandola in un documento storico della Parigi delle avanguardie. Il gesto della mano, appoggiata sul grembo in modo protettivo e al tempo stesso indifferente allo sguardo esterno, rimane il fulcro critico del dipinto: la rivendicazione di uno spazio intimo che rifiuta di concedersi come semplice oggetto da esposizione.

Amedeo Modigliani, Nu assis au collier (dettaglio). Stima oltre i 45 milioni di sterline

Camilla Sordi, 05 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

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