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Carla Cerutti
Leggi i suoi articoliIl design ha chiuso in bellezza a gennaio con due appuntamenti, uno a Milano da Cambi, l’altro a Vienna da Dorotheum. Il primo, il 27, ha offerto al suo pubblico con Fine Design un centinaio di lotti che hanno totalizzato circa 1.300.000 euro, con una percentuale di venduto del 90% e di venduto per valore del 220%. Fulcro dell’asta un nucleo importante di mobili e oggetti disegnati e prodotti da Gabriella Crespi negli anni ’70 e provenienti da un’unica collezione. Ciò spiega i risultati al di sopra delle aspettative, risultati che confermano l’interesse nei confronti di questa elegante e singolare designer, nonché scultrice, attiva in ambito milanese ed internazionale dagli anni ’60 agli anni ’80. A pari merito, 70.100 euro, sono stati aggiudicati il bar ovale della serie Menhir, in legno laminato e ottone, stimato 20mila-30mila euro, e il «Puzzle Table» della serie Plurimi, in ottone e cristallo, stimato 30mila-40mila. A seguire, sempre della fortunata serie Plurimi caratterizzata da forme in continua metamorfosi, il tavolo «Ellisse» in legno laccato e ottone è stato esitato per 61.350 euro contro una stima di 40mila-60mila. Agli anni ’70 appartiene anche il bestiario di piccoli animali realizzati dalla Crespi in bronzo lucidato, argentato o dorato, con inglobato un uovo in vetro di Murano trasparente, appositamente prodotto da Barovier&Toso: orsi, cinghiali, struzzi, rinoceronti e tori hanno superato tutti le stime, in particolare il centrotavola «Vasca Ippopotami» in bronzo dorato a cera persa, di cambellottiana memoria, è stato venduto per 33.850 euro contro una stima di 18mila-20mila. Nell’ambito della stessa asta di Cambi, ottimi risultati anche per Osvaldo Borsani, con il tavolo prodotto intorno al 1940 da ABV Arredamenti Borsani di Varedo, caratterizzato da una complessa combinazione di legno intagliato, cuoio, vetro e cristallo molato, venduto a 62.600 euro (stima 18mila-22mila). L’importanza storica e collezionistica dell’inedito tavolo di Pietro Chiesa per Fontana Arte del 1934, realizzato in lastre di cristallo molato di forte spessore, è stata premiata da 45.100 euro di aggiudicazione finale, oltrepassando la stima di 30mila-40mila.
Il tavolo di Pietro Chiesa per Fontana Arte del 1934 venduto a 45.100 euro. Courtesy of Cambi Casa d’Aste
Gabriella Crespi, Tavolo mod. Puzzle della serie Plurimi veduto a 70.100 euro. Courtesy of Cambi Casa d’Aste
Tra i 120 lotti della vivace asta di design battuta a Vienna da Dorotheum lo scorso 29, per la gioia degli appassionati di Space Design è stato offerto un gruppo di sedute della serie Djinn disegnata nel 1965 da Olivier Mourgue per la francese Airborne ed immortalata nel 1968 da Stanley Kubrick nell’epico film «2001. Odissea nello Spazio»: da un prezzo di partenza di 3mila euro, è salito fino a 18.200 euro. A seguire, tra le aggiudicazioni migliori, si è guadagnato il secondo posto un paravento di Piero Fornasetti del 1955 decorato con strumenti musicali e libri: partito da 4mila euro, è stato venduto per 11.050. Al terzo posto si è classificato un tappeto in lana tratto da un soggetto, «La corsa dei tori» di Pablo Picasso e realizzato nel 1994 da Ege Axminster / EgeArt Line in Danimarca: stimato 2mila euro, ne ha ricevuto 10.400.
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