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Redazione
Leggi i suoi articoliSi annuncia senza precedenti, per il mercato dell'arte, la sessione di aste londinesi in programma a giugno, quando Sotheby’s batterà una selezione di capolavori provenienti dalla collezione privata del miliardario Joe Lewis, proprietario del Tottenham Hotspur, club calcistico londinese, e di sua figlia Vivienne. Il nucleo di opere, che include alcuni dei nomi più prestigiosi dell'arte moderna inglese e non solo, ha una valutazione complessiva che supera i 150 milioni di sterline e si candida a diventare la raccolta di maggior valore mai offerta lungo il Tamigi. Nel mirino la collezione di Pauline Karpidas, che con 101 milioni detiene il record. Oliver Barker, presidente di Sotheby’s Europe, ha descritto l'evento come «destinato a restare negli annali», sottolineando la rara concentrazione di pezzi di qualità museale, specialmente nell'ambito della pittura figurativa. Molti di questi lavori non passano sul mercato da decenni, e in alcuni casi non sono mai stati battuti in asta.
Tra i lotti principali spicca l'etereo ritratto del 1902 «Bildnis Gertrud Loew (Gertha Felsőványi)», dipinto da Gustav Klimt e valutato 20-30 milioni di sterline L'opera ritrae la diciannovenne Gertrud Loew, figlia di uno dei medici più celebri di Vienna, avvolta in pieghe diafane di tessuto finissimo. Commissionato dal padre della ragazza, il quadro ottenne un enorme successo di critica già durante la vita dell'artista; nel 1903, Ludwig von Hevesi lo definì «la poesia più profumata che una tavolozza potesse creare». La storia del dipinto è segnata dalle persecuzioni razziali. A causa delle sue origini ebraiche, Gertrud fu costretta all'esilio negli Stati Uniti nel 1939, lasciando l'intera collezione di famiglia a Vienna. Dopo la guerra, la figlia Maria scoprì che le opere erano state vendute sotto coercizione da un'amica della madre. Il ritratto era stato acquisito dal figlio di Klimt, Gustav Ucicky, e solo nel 2013, grazie alle ricerche della vedova Ursula Ucicky, la provenienza è stata chiarita, portando a un accordo di restituzione tra la Fondazione Klimt e gli eredi Felsöványi. La rarità di questi ritratti a figura intera sul mercato è assoluta. Negli ultimi vent'anni solo cinque grandi ritratti di Klimt sono passati all'asta, superando ogni volta le stime, come dimostrano i recenti record di «Dame mit Fächer» a Londra e «Bildnis Elisabeth Lederer», venduto a New York nel novembre 2025 per 236,4 milioni di dollari.
Gustav Klimt, Bildnis Gertrud Loew (Gertha Felsőványi)
Amedeo Modigliani, Homme à la pipe (Le notaire de Nice)
Un altro protagonista è Egon Schiele con «Danaë», dipinto nel 1909 quando l'artista aveva solo diciannove anni. L'opera, stimata tra i 12 e i 18 milioni di sterline, rappresenta una svolta fondamentale nella sua carriera, fondendo l'opulenza dello Jugendstil con l'influenza del suo mentore Klimt, visibile nella ricchezza ornamentale e nei piani appiattiti. Schiele immagina il mito di Zeus che discende su Danaë sotto forma di pioggia dorata, resa greve dai toni verdi e neri. La straordinaria abilità dell'artista nel disegno emerge nella precisione delle linee delle spalle e delle braccia, che contrasta con i delicati lavaggi di colore sul volto. Anche la pittura di Amedeo Modigliani trova spazio con «Homme à la pipe (Le notaire de Nice)», realizzato nel 1918 durante il soggiorno a Nizza. Cercando sollievo alla sua salute precaria, Modigliani si allontanò dai circoli parigini per ritrarre gli abitanti della Costa Azzurra. Come questo notaio, reso con il suo inconfondibile stile allungato e gli occhi a mandorla rivolti verso l'interno. Il quadro, valutato tra i 12 e i 18 milioni di sterline, non veniva esposto al pubblico da quasi mezzo secolo.
La sezione dedicata alla figura umana prosegue con il feroce «Two Studies for Self-Portrait» di Francis Bacon del 1977. Eseguito in un periodo di grande successo, ma anche di grande sofferenza, successivo al suicidio del compagno George Dyer, il dittico trasforma il volto dell'artista in apparizioni violacee che si dissolvono nell'oscurità, simili a maschere mortuarie. Bacon, tragicamente, giustificava i numerosi autoritratti spiegando che le persone intorno a lui morivano come mosche e non gli restava nessun altro da dipingere. Di tono opposto è il monumentale «Portrait de Paul Hugot» di Gustave Caillebotte, datato 1879 e stimato tra i 3,5 e i 4,5 milioni di sterline. Questo ritratto dell'amico e mecenate Paul Hugot rappresenta una sintesi unica tra rigore compositivo e intimità impressionista, mostrando dettagli minuziosi come la lettera erudita che spunta dal taschino. Lucian Freud è in vendita con «Woman in a Grey Sweater», un ritratto intimo di Susanna Chancellor dipinto tra il 1987 e il 1988. L'opera, passata per la Saatchi Collection, testimonia l'amicizia decennale tra l'artista e la sua modella, ed è stata esposta nei principali musei del mondo, dalla Tate Britain al Metropolitan di New York.
Infine, la collezione comprende opere di Chaïm Soutine e Pablo Picasso. Di Soutine viene presentato «Portrait de garçon en bleu», dipinto intorno al 1928, che ritrae un giovane in uniforme con quella pennellata gestuale che tanto avrebbe influenzato Bacon. Il quadro fece parte della celebre collezione Castaing, i mecenati che sostennero Soutine, artista noto anche per gli aneddoti sulla sua vita misera nelle baracche parigine. Di Picasso troviamo «Portrait de Dora Maar (Dora Maar à la coiffe)», un disegno a inchiostro e matita del 1936. Realizzato poco dopo il loro incontro, il ritratto cattura l'intelligenza della fotografa surrealista, che divenne l'incarnazione delle ansie intellettuali di Picasso durante gli anni della guerra civile spagnola. L'opera è rimasta nella collezione personale della stessa Maar fino alla sua morte. Prima dell'incanto finale di giugno, i pezzi più importanti della collezione saranno esposti in mostra a New York e Londra.
Lucian Freud, Woman in a Grey Sweater
Francis Bacon, Two Studies for Self-Portrait
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