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Chiara Dynys, «Once Again», 2025, Milano, Palazzo Citterio

Foto: Giulio Buono Studio Blu

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Chiara Dynys, «Once Again», 2025, Milano, Palazzo Citterio

Foto: Giulio Buono Studio Blu

Su «Artbox» le ultime novità di Arte Fiera 2026 e le mostre del momento

Il settimanale televisivo di Sky intervista i direttori della manifestazione bolognese e i protagonisti di esposizioni ed eventi in corso durante queste settimane

Letizia Riccio

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Focus sulla prossima edizione di Arte Fiera, nell’undicesimo appuntamento con «Artbox», in onda a partire da martedì 3 febbraio, alle 20.40 e poi in replica, su Sky Arte. Nel programma, si parla anche dell’installazione di Chiara Dynys a Palazzo Citterio e della seconda edizione di «Unique» alla Galleria Jannone, entrambe a Milano; nonché della mostra «Pazza idea», in corso alla Mole Antonelliana di Torino.

Davide Ferri ed Enea Righi, rispettivamente, direttore artistico e direttore operativo di Arte Fiera, a Bologna dal 6 all’8 febbraio, rispondono alle domande di «Artbox». Ferri succede quest’anno a Simone Menagoi, direttore dal 2019, già affiancato da Righi nelle ultime tre edizioni. Sottotitolo della manifestazione del 2026 è «Cosa sarà», concept ispirato al brano del bolognese Lucio Dalla. Più di duecento gallerie hanno aderito all’esposizione di arte moderna e contemporanea giunta alla sua quarantanovesima edizione, con alcuni ritorni e qualche novità.

Sta per approdare al Museo Nazionale dell’Oman, «Once Again», l’imponente installazione site specific che Chiara Dynys ha realizzato per la Sala Stirling di Palazzo Citterio a Milano. L’artista mantovana spiega il suo ultimo lavoro alle telecamere: si è ispirata alle macchine teatrali del Seicento, costruendo tre rulli prospettici rotanti che si snodano per dieci metri di larghezza e simulano il movimento e il rumore delle onde del mare; mentre sulla battigia, come relitti, approdano citazioni, pensieri e ricordi. Il titolo «Once Again» richiama la teoria dell’Eterno ritorno di Nietzsche e l’opera indaga i temi del tempo, della memoria, lo spazio reale e quello immaginario. Interviene nel programma anche Anna Bernardini, curatrice dell’installazione.

Alla Galleria Jannone di Milano, dopo il successo della scorsa edizione, torna «Unique», la mostra ideata e allestita da Bruno Gnocchi. Il format, che promuove giovani artisti aiutandoli a entrare nel mercato internazionale, quest’anno ha ospitato, in una delle gallerie più prestigiose, i poco più che ventenni William Van Hoorn e Annie Shead. Il primo è un pittore che lavora tra astrattismo e figurazione, la seconda, presenta i suoi «Machine Paintings», dipinti-scultura lavorati a maglia che giocano sulla tridimensionalità e sul colore. Nel corso del programma, racconta l’esperienza il ventitreenne curatore Bruno Gnocchi, studente di economia a Londra, città dove ha conosciuto e coinvolto nel progetto i due giovani artisti.

Alla Mole Antonelliana di Torino, prosegue fino al 9 marzo la mostra «Pazza idea. Oltre il ’68», un omaggio allo sguardo ironico, provocatorio e teatrale di Angelo Frontoni, fotografo che tra gli anni Settanta e Ottanta ha contribuito a costruire l’immaginario pop italiano. Parlano dell’esposizione, durante la puntata di «Artbox», i curatori Carlo Chatrian, direttore del Museo Nazionale del Cinema di Torino, e Roberta Basano.

Infine, nella rubrica «Invito al viaggio», Maria Vittoria Baravelli riflette sul legame tra arte e desiderio. Dal mito di Pigmalione raccontato da Ovidio, al marmo abbandonato di Guidarello Guidarelli a Ravenna; fino ad arrivare al cinema di Alice Rohrwacher, dove il desiderio si deforma in possesso e violenza.

Nicola De Maria, «Regno di Fiori. Esplorazione Cosmica del Profondo», 2024

William Van Hoorn, «Unique», Milano, Galleria Jannone

Letizia Riccio, 02 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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