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Luca Zuccala
Leggi i suoi articoliNegli ultimi cinque anni musei, gallerie e case d’asta hanno ridefinito il ruolo delle artiste surrealiste attive negli anni Trenta e Quaranta, spostando l’asse del racconto da una genealogia maschile a una costellazione più complessa e autonoma. Nella prossima Art of the Surreal Evening Sale di Christie’s a Londra, due opere emblematiche -Children’s Games (1942) di Dorothea Tanning e Le devenir de la liberté (1946) di Toyen- condensano questo passaggio: da muse a soggetti, da presenze laterali a nodi centrali della narrazione storica. Ne parliamo con Ottavia Marchitelli, Head of Sale dell'incanto londinese.
In che modo Children’s Games di Dorothea Tanning sovverte il tema surrealista della femme-enfant?
Nell'opera, del 1942, Dorothea Tanning riprende consapevolmente l’archetipo surrealista della femme-enfant per rovesciarne i presupposti dall’interno. Se nella tradizione surrealista la figura della bambina o dell’adolescente è spesso idealizzata come creatura ambigua e passiva - una musa attraverso cui l’artista uomo articola desiderio, inconscio e fantasia - Tanning sovverte radicalmente questo modello.
Le giovani protagoniste di quest’opera non sono oggetti di desiderio né presenze enigmatiche e inerti: al contrario, sono agenti attivi di trasformazione. Il loro gesto violento e deliberato - lo strappo della carta da parati che rivela una carne nascosta e pulsante - diventa un atto di aggressione simbolica contro lo spazio domestico e normativo. L’infanzia non è qui uno stato di innocenza idealizzata, ma un momento di tensione, energia e potenziale sovversivo.
È significativo ricordare come la Tanning, nel rievocare la propria infanzia a Galesburg, Illinois, descrivesse la cittadina natale come un luogo immobile e privo di stimoli, dove “nothing happened but the wallpaper”: un’espressione che trasforma la carta da parati in simbolo di un ambiente soffocante e ripetitivo, contro il quale si sviluppa precocemente il desiderio di evasione e ribellione.
Possiamo considerare l'opera un momento chiave nella riflessione sulla sessualità e sull’autonomia femminile?
Certamente, Children’s Games può essere considerata a pieno titolo un momento cruciale nella riflessione di Tanning sulla sessualità femminile e sull’autonomia del desiderio. L’opera si colloca in una fase decisiva dei primi anni Quaranta, all’inizio della sua ricerca surrealista, quando l’artista inizia a elaborare una poetica centrata sul passaggio dall’infanzia all’adolescenza come spazio di scoperta e autodeterminazione.
La sessualità evocata nel dipinto non è mai illustrativa né narrativa in senso tradizionale: emerge piuttosto come forza latente, come energia che preme sotto la superficie delle cose, letteralmente dietro le pareti in quest’opera. Il gesto dello strappo diventa metafora di una presa di coscienza, di un desiderio che non accetta più di restare nascosto o mediato. In questo senso, l’opera anticipa molte delle riflessioni che Tanning svilupperà nei decenni successivi sul corpo femminile come luogo di esperienza autonoma, e non come territorio simbolico assoggettato allo sguardo maschile.
Altri "dettagli" significativi che ne certificano il valore, sia dal punto storico che espositivo?
Sicuramente è significativo che Children’s Games sia stata presentata nel gennaio 1943 alla mostra Exhibition by 31 Women alla galleria newyorkese di Peggy Guggenheim, Art of This Century. Questa mostra radicale includeva opere di importanti artiste contemporanee, tra cui Frida Kahlo, Leonora Carrington, Meret Oppenheim, Kay Sage e Leonor Fini. L’opera, inizialmente entrata nella collezione di Max Ernst probabilmente prima dell’inizio della loro relazione sentimentale, fu acquistata nel 1948 di Gypsy Rose Lee, leggenda del burlesque e appassionata collezionista di Surrealismo, oltre che amica di Tanning.
L’opera, che vanta una ricchissima storia espositiva e una bibliografia molto estesa, è stata acquisita dall’attuale proprietario circa quattro decenni fa e non è mai stata offerta all’asta prima di oggi. Children’s Games è stata presentata in alcune delle più importanti istituzioni internazionali, tra cui il San Francisco Museum of Modern Art, nell’ambito della mostra Mirror Images: Women, Surrealism, and Self-Representation (1998–1999), successivamente ospitata anche dal MIT List Visual Arts Center di Cambridge e dal Miami Art Museum. Più recentemente, l’opera è stata inclusa nella grande retrospettiva Dorothea Tanning al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid (2018–2019), poi presentata alla Tate Modern di Londra (2019), a conferma della sua centralità nel corpus dell’artista.
Dopo la riscoperta critica degli ultimi anni, come si è evoluto il suo mercato (costellato di record e biennali)?
Negli ultimi anni il mercato di Dorothea Tanning ha registrato una crescita significativa, sia in termini di prezzi realizzati sia di domanda internazionale. Nel solo 2025 il record d’asta è stato superato due volte nel giro di pochi mesi, un segnale evidente di un mercato in piena espansione. Penso che ci sia ancora margine per un ulteriore apprezzamento del suo lavoro e ci auguriamo che quest’opera possa proseguire e rafforzare tale tendenza. Questo consolidamento critico si è riflesso direttamente anche sul mercato: nel 2025 Christie’s ha venduto Endgame (1944) per 2,39 milioni di dollari, superando ampiamente la stima di 1-1,5 milioni e confermando il crescente interesse dei collezionisti per le sue opere storiche.
Un ruolo chiave è stato svolto dal contesto espositivo internazionale: dalla Biennale del 2022, che ha restituito centralità ad artiste come Leonor Fini, Leonora Carrington, Toyen, Remedios Varo e Kay Sage, a mostre di ampio respiro come Fantastic Women – Surreal Worlds (Schirn Kunsthalle Frankfurt / Louisiana Museum of Modern Art, 2020). Nel caso specifico di Tanning, la grande retrospettiva alla Tate Modern nel 2019 ha segnato un punto di svolta decisivo, ulteriormente rafforzato da esposizioni recenti come From Max Ernst to Dorothea Tanning: Networks of Surrealism alla Neue Nationalgalerie e Dreamworld: Surrealism at 100 al Philadelphia Museum of Art.
Dorothea Tanning, Children’s Games (Les jeux d'enfants), stima £ 1,000,000-2,000,000. Courtesy of Christie's
Passando nei cieli di Toyen. Il titolo Le devenir de la liberté può essere interpretato come manifesto politico oltre che poetico?
Sì, il titolo può essere letto sia in chiave poetica sia come dichiarazione politica implicita. L’opera fu realizzata nel 1946, subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, in un contesto in cui Toyen aveva appena concluso sei anni di clandestinità sotto l’occupazione nazista. Il dipinto, con la sua vegetazione rigogliosa che sembra prendere il sopravvento sullo spazio domestico e la figura ibrida nascosta tra piante e verdure, suggerisce una tensione verso la rinascita. L’atto stesso di creare l’opera dopo anni di repressione costituisce un gesto di resistenza e riaffermazione dell’autonomia personale e artistica.
Del resto, Toyen fece della lotta politica un vero e proprio manifesto personale: lasciò la casa familiare a soli sedici anni e intraprese consapevolmente un percorso di radicale emancipazione dalle convenzioni sociali. Nel 1923 adottò il nome d’arte Toyen, un mononimo volutamente neutro dal punto di vista del genere, attraverso il quale l’artista affermò con forza la propria identità e autonomia, rifiutando ogni categorizzazione imposta.
In che modo l’opera riflette la specificità del Surrealismo ceco rispetto a quello parigino?
Le devenir de la liberté manifesta caratteristiche tipiche del Surrealismo ceco, distinguendosi da quello parigino per la fusione tra immaginario fantastico e realtà concreta. Mentre a Parigi il Surrealismo era spesso dominato da un’estetica del sogno e dall’inconscio psicoanalitico, Toyen integra nella sua pittura un forte senso di contesto storico e sociale: il trauma della guerra, la clandestinità e l’occupazione nazista permeano il dipinto, conferendo un certo realismo alle figure e agli spazi.
Il movimento surrealista si sviluppa soprattutto negli anni ’30–’40 in Cecoslovacchia. Qui viene reinterpretato alla luce di un clima politico più difficile e della tradizione culturale locale.
È importante ricordare che i record d’asta di Toyen riguardano opere completamente diverse da questa, risalenti agli anni Venti del Novecento; l’opera in questione, invece, appartiene alle sue prime esperienze pienamente surrealiste ed è raramente comparsa in contesti internazionali, pertanto siamo fiduciosi che possa raggiungere risultati significativi.
Toyen, Le devenir de la liberté (The Future of Freedom), 1946; stima £1,200,000–2,200,000. Courtesy of Christie's
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