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LUCA ZUCCALA
Alla Collezione Olgiati oltre 35 opere propongono una prospettiva critica alternativa rispetto alla consueta ricezione dell’artista come uno dei protagonisti dell’Arte Povera. Il curatore Vincenzo de Bellis parla col Giornale dell’Arte: «Non smette mai di essere pittore, anche quando abbandona la tela e il colore, perché continua a fare ciò che la pittura ha sempre fatto: costruire immagini»
È morto Franco Fontana, uno dei maggiori fotografi italiani del secondo Novecento e tra i protagonisti internazionali dell’affermazione della fotografia a colori come linguaggio artistico. Nato nel 1933 nel Modenese, aveva iniziato a fotografare nei primi anni Sessanta, costruendo attraverso paesaggi, città, ombre e architetture un vocabolario immediatamente riconoscibile fatto di campiture cromatiche, geometrie e riduzione dello spazio. Le sue fotografie sono entrate nelle raccolte dei maggiori musei internazionali. Fontana aveva la peculiarità dei grandissimi, ricomponeva il mondo, la realtà era per lui materia da trasformare in immagine.
Dal Grand Hotel Miramare nasce miramART. Il suo ideatore, Andrea Fustinoni, racconta il progetto, il dialogo tra ospitalità e arte, il ruolo della fotografia, il rapporto con il mercato e l’idea di una collezione che trova il proprio senso quando viene fruita con il pubblico
A Palazzo Blu di Pisa, la mostra «I fratelli Gioli e la pittura a Pisa fra Otto e Novecento», curata da Stefano Renzoni con una selezione di disegni a cura di Bianca Cerrina Feroni, riporta l’attenzione su Francesco e Luigi Gioli e su una stagione rimasta a lungo ai margini del canone. Al centro dell’intervista, la riemersione di un vasto patrimonio grafico familiare mai studiato sistematicamente: taccuini, studi e fogli inediti che permettono di entrare nel processo creativo dei due artisti, ricostruirne i rapporti con il Naturalismo europeo e interrogare nuovamente le gerarchie della pittura italiana tra Otto e Novecento.
«Lavoriamo a una rete museale diffusa: dalla Certosa di Pavia ai circuiti delle valli alpine» spiega Rosario Maria Anzalone, a capo della Direzione regionale Musei nazionali Lombardia
Poche settimane prima del clamoroso furto dei Gioielli della Corona francese al Louvre, Louise Vo Tan li aveva filmati per un progetto artistico. Oggi quelle immagini sono diventate la materia di Keep It Close, un'installazione che riflette su assenza, memoria, potere e desiderio. In questa conversazione l'artista racconta come un'opera nata prima della cronaca si sia trasformata in una meditazione sulla sopravvivenza delle immagini oltre la scomparsa degli oggetti.
Come cambia il mestiere del gallerista? Vent'anni di Dep Art Gallery raccontati da Antonio Addamiano
In occasione del ventesimo anniversario di Dep Art Gallery, Antonio Addamiano ripercorre due decenni di attività e riflette sulle trasformazioni del sistema dell'arte: dalla costruzione di una linea curatoriale indipendente al rapporto tra critica e mercato, dall'evoluzione del collezionismo all'impatto dei social media e dell'intelligenza artificiale. Un'intervista che diventa anche una riflessione sul ruolo del gallerista contemporaneo.
L'83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica della Biennale di Venezia assegna il Leone d'oro alla carriera a George Clooney ed Ellen Burstyn. Due percorsi diversi ma complementari: da una parte una delle ultime grandi star hollywoodiane capace di coniugare cinema commerciale e impegno civile, dall'altra una delle interpreti più autorevoli del cinema americano degli ultimi cinquant'anni.
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In occasione della mostra Painting in the Present Tense a Palazzo Cini di Venezia, David Salle riflette sul rapporto tra pittura, intelligenza artificiale, memoria visiva e composizione. Dalla Pictures Generation ai nuovi strumenti generativi, uno dei protagonisti dell'arte contemporanea racconta come cambia il processo creativo senza rinunciare alla centralità del gesto pittorico.
La Battaglia degli uomini nudi di Antonio del Pollaiuolo torna sul mercato per la prima volta dopo decenni. In questa intervista Stefano Franceschi, specialista di Old Master Prints di Christie's, racconta perché questa incisione rappresenta una svolta nella storia dell'arte, quale eredità abbia lasciato a Michelangelo e Dürer e perché il mercato internazionale continua a considerare la grafica antica uno dei settori più solidi del collezionismo.
Per la prima volta un allestimento propone il confronto diretto della fronte di un sarcofago romano del II secolo d.C. raffigurante la Morte di Meleagro, con i due rilievi laterali originali. Ma il curatore Salvatore Settis va oltre la dimensione archeologica per riflettere sull’iconografia di un atto senza tempo, anche grazie al pensiero di Aby Warburg
Dal 26 settembre al 4 ottobre Palazzo Corsini ospiterà la 34ª Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze, la prima guidata da Bruno Botticelli. Formazione, artigianato d’eccellenza, dialogo con design e moda, attenzione ai giovani e una nuova centralità dell’esperienza fisica delineano una manifestazione che punta a ripensare il ruolo dell’antiquariato nel XXI secolo.
Alla Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia l’artista cubano-americano presenta un nuovo corpus di dipinti incentrati su turisti collocati in scenari sia immaginati sia reali
Victoria Miro Venice presenta i nuovi dipinti dell’artista inglese: «In questa mostra la storia dell’arte è più un vocabolario che qualcosa a cui sto rispondendo in modo specifico. Sto giocando con una gamma più ampia di riferimenti sovrapposti»
Dopo quasi dieci anni di attività, il gallerista ha deciso di chiudere i suoi spazi. Una scelta personale che si intreccia con una fase di forte contrazione del mercato. «See You» è l’ultima performance espositiva: a Milano dal 15 aprile, a Venezia durante la Biennale
Da presidio culturale di provincia a piattaforma europea per l’editoria periodica indipendente: Anna Frabotta ripercorre la nascita di Frab’s Magazine e, insieme, offre una lettura ampia dello stato dell’arte del magazine contemporaneo. Ne emerge un ecosistema fragile ma vitale, in cui carta, curatela, comunità e ricerca continuano a opporre complessità, tempo lungo e visione alla velocità omologante del digitale.













