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Cecilia Paccagnella
Leggi i suoi articoliUna parte della «schiena» della Tate Modern di Londra, alla quale si può liberamente accedere anche da un ingresso posto alla destra del museo, è costituita da un ampio spazio in cemento a vista e scheletro in acciaio nero (la cui altezza raggiunge i 26 metri), che in passato fungeva da sala macchine di una centrale elettrica. Dal soffitto, invece, la luce penetra attraverso 524 lastre di vetro che compongono il lucernario. L’imponenza della struttura, nella quale le persone possono rifugiarsi anche solo per una breve sosta dalla visita della città, dal 2015 accoglie installazioni site specific commissionate ad artisti tramite la Hyundai Commission.
La collaborazione tra l’istituzione londinese e Hyundai Motor Company, firmata nel 2014, ha preso avvio l’anno successivo con Abraham Cruzvillegas e nel 2025 ne è stata annunciata la proroga fino al 2036. Per l’undicesima edizione è stato selezionato Tarek Atoui, la cui opera sarà aperta al pubblico dal 13 ottobre all’11 aprile 2027.
«Tarek Atoui ha affascinato il pubblico internazionale con il suo approccio innovativo al suono. Fondendo musica, tecnologia, scultura e performance, è un artista veramente interdisciplinare il cui lavoro fa riferimento alle realtà sociali, storiche e politiche attuali, spiega la direttrice Catherine Wood. Lo spazio architettonico gioca un ruolo importante nella continua ricerca di Atoui sul suono e sulle vibrazioni, e non vediamo l’ora di vedere come interagirà con i visitatori nello spazio pubblico dell’iconica Turbine Hall della Tate Modern».
Nato a Beirut nel 1980, Atoui fa del suono il motivo principale del suo lavoro, creando ambienti multisensoriali che si pongono come installazioni immersive. Al loro interno si fondono le musiche ottenute dall’utilizzo di strumenti da lui stesso personalizzati e registrazioni ambientali prelevate da varie località geografiche, insieme a tracce generate al computer. L’obiettivo dell’arista è estendere l’atto dell’ascolto uditivo anche agli altri sensi, specialmente il tatto e la vista.
«Tarek Atoui scolpisce il suono, creando un’esperienza sensoriale tangibile che unisce strumenti musicali, spazi fisici e pubblico, commenta DooEun Choi, il direttore artistico della Hyundai Motor Company. Per l’undicesima Hyundai Commission, non vediamo l’ora di scoprire come il suo approccio radicalmente collaborativo e sperimentale riunirà le persone per una riflessione condivisa sul nostro mondo contemporaneo».
Sono 19 milioni le persone che hanno ammirato in questi undici anni le opere realizzate per la Hyundai Commission, che auspica in questo modo di ridefinire la percezione dell’arte contemporanea.
Tarek Atoui. Photo: Luna Conte