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Una veduta della mostra «Ulay, Marina, Igor. Una nuova storia» nella chiesa sconsacrata di San Francesco a Udine

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Una veduta della mostra «Ulay, Marina, Igor. Una nuova storia» nella chiesa sconsacrata di San Francesco a Udine

Tra Sacro e Profano, la riconsacrazione artistica di San Francesco a Udine

L’allestimento si pone come un percorso multidisciplinare in cui l’arte si fa liturgia immersa nel profumo di Filippo Sorcinelli, capace di connettere tensione performativa, memoria individuale e dimensione architettonica

Arianna Scinardo

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Fino al 26 aprile, la chiesa sconsacrata di San Francesco a Udine si trasforma nel tempio di un progetto espositivo diffuso che rilegge il sodalizio tra due degli esponenti più iconici della Body Art: Ulay e Marina Abramović. L’iniziativa, coordinata da Punto Aps con il patrocinio del Comune di Udine e di Io sono Fvg, proietta la memoria della performance art nel presente attraverso la lente di Igor Andjelić, artista e attuale compagno di Lena Pislak, vedova di Ulay.

Il fulcro della rassegna risiede nell’intervento immersivo allestito nella chiesa, intitolato «Tra Sacro e Profano». In questo contesto, la sconsacrazione dell’edificio viene interpretata come uno spostamento di funzione, in cui l’arte indaga la possibilità di concepire il sacro attraverso la relazione tra luce, corpo e sguardo, senza alcun legame dogmatico.

Sotto la direzione artistica di Tomi Vugrinec e con la cura dell’allestimento di Igor Andjelić e Marco Viola, le navate si caricano di una nuova energia, in cui il visitatore è invitato a mutare il proprio ruolo da spettatore a pellegrino, partecipando al «pink gesture»: l’atto di affidare un piccolo oggetto rosa al santuario dedicato a Ulay, un simbolo personale che trasforma la visita in un’esperienza collettiva.

L’intervento di Filippo Sorcinelli si inserisce nel progetto come elemento strutturale e materia invisibile, non si tratta di una semplice profumazione, ma di una composizione originale concepita appositamente per abitare l’aria della chiesa. La fragranza opera attraverso una stratificazione che richiama un’antica sacralità, mediante l’impiego di resine, vapori e note balsamiche, l’artista trasforma l’aria in un ricordo capace di lasciare un’impronta duratura oltre il tempo della visita.

Il progetto si articola ulteriormente in altri due poli cittadini, creando un intreccio tra narrazione biografica e ricerca contemporanea. La Galleria Punto ospita la mostra personale di Igor Andjelić, «Casa Come Me», che approfondisce la produzione visiva dell’artista. A seguire, Moroso Design Outlet, concept store in cui il design incontra l’arte, qui le opere di Kristjan Antolovic, Giona Maiarelli e Maurizio Ciancia dialogano con le «ombre giganti» di Ulay, Marina Abramović e Igor Andjelić, in un confronto tra forme e icone.

«Ulay, Marina, Igor. Una nuova storia» si configura così come un appuntamento immersivo che individua nel sacro la forza delle relazioni e nell’arte la capacità di custodirne la memoria.

Arianna Scinardo, 30 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

Tra Sacro e Profano, la riconsacrazione artistica di San Francesco a Udine | Arianna Scinardo

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