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Olga Scotto di Vettimo
Leggi i suoi articoli«Negli ultimi anni abbiamo rivolto i nostri sforzi soprattutto al potenziamento dei servizi in favore dei visitatori e al contenimento dell’impatto dei flussi turistici sulla Cappella e sulla circostante area esterna. Ora che possiamo apprezzare i risultati di questo lavoro, siamo tornati a concentrarci sulla valorizzazione del nostro patrimonio materiale e immateriale attraverso progetti di studio e di ricerca, ma anche tramite il dialogo con diverse espressioni artistiche che possano offrire nuove chiavi di lettura del messaggio e dell’intero progetto di Raimondo di Sangro», afferma Maria Alessandra Masucci, presidente dal 2021 del Museo Cappella Sansevero, evidenziando le nuove prospettive del suo mandato, indirizzato sempre più verso azioni di valorizzazione che, coerentemente con l’eredità culturale del principe, coniugano ricerca e pratiche artistiche. Questo approccio segue, peraltro, una prima fase dedicata alla ottimizzazione e messa a sistema di servizi, tra cui l’adozione di nuova piattaforma di ticketing, per la quale è stata conferita al museo la Menzione Speciale al Premio Gianluca Spina 2023, e di un nuovo sito web, potenziato anche nei requisiti di accessibilità. A questi si aggiungono l’installazione a luglio 2024 di un nuovo impianto di climatizzazione per una visita più confortevole e la realizzazione di contenuti museali in Lis, fruibili da dicembre sul sito del museo e attraverso le nuove videoguide.
Il rapporto arte e ricerca, confluito lo scorso inverno nella mostra «Haravec-Gli esperimenti del principe di Sansevero nelle illustrazioni di Daniela Pergreffi» curata da Masucci e realizzata con Off Gallery, inedita interpretazione visiva delle geniali invenzioni di Raimondo di Sangro, ha avuto un importante impulso con il sorprendente studio pubblicato dall’Università degli Studi di Bari «Aldo Moro» che ha rilevato il fatto che il principe creò il blu oltremare artificiale impiegato per la cornice dell’altorilievo posto sull’altare maggiore di Francesco Celebrano e Paolo Persico (anni ’60 del Settecento), più di dieci anni prima che Goethe testimoniasse nei suoi ricordi siciliani la produzione artificiale del pigmento e, ancor più importante, anticipando almeno di cinquant’anni la scoperta del chimico Jean-Baptiste Guimet, a cui la letteratura scientifica attribuisce la sintesi della lazurite. Le invenzioni del principe e questa scoperta lo scorso novembre hanno ispirato «Blusansevero», performance site specific di Mauro Maurizio Palumbo.
Dopo il consueto progetto di solidarietà culturale, che quest’anno ha coinvolto l’Archivio di Stato, a cui è stato devoluto parte dell’incasso delle Giornate Europee del Patrimonio per restaurare alcuni disegni, il 17 dicembre per l’iniziativa di beneficenza natalizia si svolgerà il concerto «Terra da cammenà» del gruppo Renanera, il cui introito andrà ad Assopace Palestina. «Per la prima parte del 2025 abbiamo in programma una mostra di un artista di fama internazionale, e una giornata dedicata alla presentazione di nuovi studi sulle opere della Cappella», conclude la presidente.
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