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Redazione GdA
Leggi i suoi articoliIl Centre Pompidou ha presentato una denuncia alla Procura della Repubblica dopo il ritrovamento di una telecamera nascosta nel bagno femminile degli uffici amministrativi del museo. Il dispositivo è stato individuato il 14 gennaio da una dipendente e immediatamente segnalato alla direzione.
Secondo una comunicazione interna inviata al personale, il sospettato è stato identificato e sospeso in via cautelativa, «alla luce della gravità dei fatti» e «al fine di garantire la sicurezza del personale». L’istituzione ha confermato di aver trasmesso il caso al pubblico ministero ai sensi dell’articolo 40 del Codice di procedura penale francese, che impone ai funzionari pubblici di riferire all’autorità giudiziaria eventuali reati di cui vengano a conoscenza nell’esercizio delle proprie funzioni.
La direzione ha inoltre disposto un controllo completo dei servizi igienici negli edifici amministrativi, dichiarando che non sono stati rinvenuti ulteriori dispositivi di ripresa. Ai dipendenti è stata offerta la possibilità di rivolgersi al dipartimento Risorse umane o al servizio medico interno. In una nota ufficiale il museo ha precisato che «la procedura amministrativa in corso limita, allo stato attuale, la comunicazione di ulteriori informazioni». Alcuni lavoratori, citati in forma anonima dalla stampa francese, hanno tuttavia espresso riserve sulla gestione informativa del caso, lamentando l’assenza di chiarimenti circa l’eventuale registrazione o diffusione di immagini.
Il Centre Pompidou, principale istituzione parigina dedicata all’arte moderna e contemporanea, è chiuso al pubblico fino al 2030 per un intervento di ristrutturazione stimato in oltre 500 milioni di dollari. Gli uffici amministrativi restano operativi durante il periodo dei lavori. L’indagine giudiziaria è in corso.
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