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Mark Rothko, Brown and Blacks in Reds, 1957

Sotheby’s

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Mark Rothko, Brown and Blacks in Reds, 1957

Sotheby’s

Un Rothko da 100 milioni irrompe sul mercato: Sotheby’s svela la Collezione Mnuchin

24 opere della raccolta del banchiere divenuto gallerista si candidano a protagoniste delle aste primaverili che la casa d’aste terrà a maggio a New York

Davide Landoni

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Mark Rothko, Willem de Kooning, Franz Kline e Jeff Koons. Le opere di alcuni dei più importanti autori del Novecento, quelli di cui Robert E. Mnuchin (1933-2025) era così appassionato da spingerlo a lasciare la sua vita precedente per concentrarsi sull'arte, arrivano sul mercato per chiudere un'esperienza che è già memorabile. A maggio, a New York, Sotheby’s presenterà infatti 24 lavori appartenenti alla raccolta del celebre banchiere, gallerista e collezionista newyorkese, e della moglie Adriana, che insieme stimano oltre 130 milioni di dollari. Valutazione che proietta la vendita tra le più importanti dell'anno, oltre che certificare la rilevanza dell'attività collezionistica di Mnuchin, che dell'Espressionismo Astratto e dell'arte contemporanea ha fatto una passione concreta, alimentandone e sostenendone direttamente il sistema.

Robert E. Mnuchin è stato un personaggio atipico nel panorama del mercato dell’arte del secondo Novecento. Nato a New York, si laureò alla Yale University nel 1955 e, dopo il servizio militare, intraprese una brillante carriera nella finanza entrando nel 1957 in Goldman Sachs. In oltre trent’anni di attività arrivò a far parte del management della banca, distinguendosi nello sviluppo del settore del block trading. Nonostante il successo nel mondo finanziario, la passione per l’arte - coltivata insieme alla moglie Adriana attraverso visite a musei, gallerie e studi di artisti - divenne progressivamente centrale nella sua vita. A 56 anni Mnuchin prese una decisione rara per un dirigente di Wall Street: lasciare la finanza per dedicarsi completamente al mercato dell’arte. Nel 1992 fondò con James Corcoran la galleria C&M Arts, avviando una seconda carriera che lo avrebbe reso uno dei mercanti più influenti di New York. Collezionista prima ancora che dealer, Mnuchin era noto per il suo occhio estremamente selettivo e per la convinzione che si dovessero acquistare solo opere di qualità assoluta. E guardando il nucleo in vendita da Sotheby's, non si può dire abbia fallito nel suo intento.

Robert Mnuchin. Photo Credit Richard A. Smith - Mnuchin Gallery

L’opera più attesa è senza dubbio «Brown and Blacks in Reds», dipinta nel 1957 da Mark Rothko, una tela monumentale alta quasi due metri e mezzo, stimata 70-100 milioni di dollari. Il dipinto appartiene al decennio più importante della produzione dell’artista, quando Rothko sviluppò il suo linguaggio maturo fatto di ampie campiture rettangolari di colore sovrapposte. Dominata da una potente gamma di rossi profondi, la composizione rappresenta uno degli esempi più intensi della sua ricerca sulla percezione emotiva del colore. L’opera proveniva originariamente dalla collezione della società Joseph E. Seagram & Sons ed è una delle quindici grandi tele realizzate dall’artista nel 1957, oggi in gran parte conservate in musei internazionali. Accanto alla tela monumentale sarà offerto anche «No. 1» del 1949, sempre di Rothko, con una stima di 15-20 milioni di dollari. Il dipinto appartiene a un momento cruciale della carriera dell’artista, quando il linguaggio dei cosiddetti “multiforms” della fine degli anni Quaranta stava evolvendo verso le celebri bande di colore sovrapposte che avrebbero definito la sua produzione degli anni Cinquanta. In questa opera le due fasi convivono ancora, rendendola un documento rarissimo del passaggio verso la maturità stilistica dell’autore.

Tra i lotti di punta figura anche «Untitled XLII» del 1983 di Willem de Kooning, una delle opere più significative del periodo finale del maestro dell’Espressionismo Astratto. Il dipinto, che farà il suo debutto all’asta, appartiene alla fase tarda dell’artista, caratterizzata da una pittura più fluida e luminosa. Ampie linee sinuose attraversano la tela in un intreccio dinamico di blu, rosa, rossi e violetti, dando vita a una composizione di grande libertà e leggerezza gestuale. L’opera testimonia l’ultima stagione creativa di de Kooning, oggi sempre più rivalutata dal mercato e dalla critica. 

Mark Rothko, Brown and Blacks in Reds, 1957

Mark Rothko, No. 1, 1949

Di grande rilievo anche «Harleman» del 1960 di Franz Kline, uno dei più importanti esempi delle celebri tele in bianco e nero dell’artista. Conservato per oltre vent’anni nella collezione Mnuchin, il dipinto è considerato il miglior lavoro di Kline apparso sul mercato nell’ultimo decennio. Le possenti strutture nere che si stagliano sul fondo chiaro traducono in segno pittorico l’energia urbana e industriale che caratterizza l’immaginario dell’artista, mentre il titolo richiama Stanley Harleman, amico personale del pittore.

Completa il gruppo dei lotti principali «Louis XIV» del 1986 di Jeff Koons, una delle sculture più iconiche della serie Statuary. Realizzata in acciaio inossidabile lucidato a specchio - materiale destinato a diventare il marchio distintivo dell’artista - l’opera nasce dall’ingrandimento di un busto decorativo in vetroresina trovato dall’artista a Canal Street. Con questa serie Koons avviò un confronto diretto con la tradizione dell’arte occidentale, trasformando oggetti kitsch e decorativi in sculture monumentali dal forte impatto concettuale. L’esemplare offerto è una prova d’artista appartenente a un’edizione di tre.

Da un nucleo proveniente da una raccolta che ambiva a rappresentare il momento più alto della carriera di ogni artista collezionato, è inevitabile attendersi un incanto altrettanto significativo. Del resto, i capolavori dell'arte moderna si stanno confermando i più solidi sul mercato. Di certo, in attesa di nuovi eventuali svelamenti, il Rothko monumentale e i suoi compagni si sono già presi i pensieri dei collezionisti che in primavera voleranno a Manhattan.

Willem de Kooning, Untitled XLII, 1983

Franz Kline, Harleman, 1960

Davide Landoni, 07 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

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