Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image
Image

Un appello per Ninfa

L’associazione The International Friends of Ninfa presieduta da Philip Howard sostiene la conservazione del giardino di Ninfa, giardino storico di fama internazionale dichiarato Monumento Naturale dalla Regione Lazio nel 2000 al fine di tutelare l’habitat costituito dal fiume Ninfa, lo specchio lacustre da esso formato e le aree circostanti che costituiscono la naturale cornice dell’intero complesso.
Il nome Ninfa deriva da un tempietto di epoca romana dedicato alle ninfe Naiadi, divinità delle acque sorgive, costruito nei pressi dell’attuale giardino. A partire dall’VIII secolo l’imperatore Costantino V Copronimo concesse a papa Zaccaria questo fertile luogo, strategico per la presenza della Via Pedemontana, unico collegamento alle porte di Roma che conduceva al Sud. 


Nel XI secolo Ninfa assunse il ruolo di città e fra le varie famiglie che la governarono ricordiamo i conti Tuscolo, legati alla Roma pontificia, i Frangipani, sotto i quali fiorì l’architettura cittadina e crebbe la considerazione economica e politica di Ninfa, e i Caetani, attuali proprietari. Nel 1159 il cardinale Rolando Bandinelli fu incoronato pontefice con il nome di Alessandro III nella chiesa di Santa Maria Maggiore. 

Ora le rovine di quella chiesa degli inizi del XII secolo necessitano di un intervento conservativo del costo di 50mila euro, per cui l’associazione non profit The International Friends of Ninfa, a seguito di una richiesta da parte della Fondazione  Roffredo Caetani che amministra il giardino di Ninfa, il castello Caetani di Sermoneta e il Complesso monumentale Tor Tre Ponti, fa appello alla generosità dei suoi 275 membri affinché i lavori possano iniziare in autunno.
Le rovine sono allo studio da parte della Scuola di Specializzazione in beni architettonici e del paesaggio della Facoltà di architettura dell’Università La Sapienza diretta da Daniela Esposito.


Redazione, 23 ottobre 2015 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

A centocinquant’anni dalla nascita dello scultore romeno, la mostra «Brancusi: Contemporary Echoes» alla Galerie Negropontes di Parigi mette in dialogo fotografie, opere storiche e ricerche contemporanee per indagare l’eredità di un artista che ha trasformato il modo di pensare la scultura.

 

Per celebrare l’anniversario domenica 26 luglio sarà possibile visitare il Museo di Arte e di Ammobiliamento gratuitamente

Tra gli oggetti figurano asce litiche levigate e manufatti cerimoniali di grande valore storico e antropologico appartenenti al patrimonio delle comunità Dani, Asmat e dell’area del lago Sentani

Le sue ricerche hanno prodotto scoperte decisive per la ricostruzione dello sviluppo del principale santuario urbano e della religione greca in età arcaica e classica, contribuendo anche al nuovo allestimento del Museo del Baglio Florio e, a Palermo, del Museo Archeologico Regionale «Antonino Salinas»

Un appello per Ninfa | Redazione

Un appello per Ninfa | Redazione