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Camilla Sordi
Leggi i suoi articoliSe il design è l’arte di dare forma al pensiero, questa Milano Design Week ci regala una riflessione inaspettata sulla morbidezza. Con le strade che si riempiono di attivazioni soprattutto nei numerosi e misteriosi cortili interni della città, in 10 Corso Como accade qualcosa di dirompente: un’invasione tentacolare trasforma l’architettura in un organismo vivo, gonfiabile e meravigliosamente ironico. Al centro di questa metamorfosi c’è un’installazione site-specific che eleva il concetto di puffy - da decenni firma stilistica di Moncler - a vera e propria categoria estetica contemporanea.
La figura centrale di questo racconto visivo è il Polpo gigante, una scultura monumentale che sembra emersa da un abisso pop per reclamare lo spazio urbano. Non è un caso che la scelta sia caduta su questo cefalopode. Con la sua assenza di scheletro e la sua fluidità innata, il polpo rappresenta la massima espressione del volume libero caro al marchio d'abbigliamento. Realizzata dal visionario set designer Andy Hillman, l’installazione non si limita a occupare lo spazio, lo «abbraccia» attraverso i tentacoli che, gonfi e lucidi, si snodano lungo la facciata storica di 10 Corso Como, penetrando negli ambienti interni e avvolgendo i 24 look della Moncler Collection Estate 2026. Il contrasto è potente, con la solidità dell’edificio milanese che viene messa in discussione dalla pressione gioiosa di questo gigante colorato, creando un corto circuito tra l’immaginario marino e la dimensione metropolitana.
«È interessante osservare come i codici distintivi di Moncler, da sempre legati all’inverno, vengano reinterpretati per la stagione estiva. L’intera campagna esprime un autentico senso di gioia e leggerezza», ha commentato Jamie Dornan, volto del progetto. E ha ragione: c’è una solennità quasi ludica nel modo in cui queste creature dialogano con l’osservatore.
L’installazione ci suggerisce che la protezione (concetto caro al brand, soprattutto in relazione al freddo) si può estendere anche a una sorta di «comfort visivo» che le sculture gonfiabili trasmettono in modo immediato. In un mondo dell’arte spesso percepito come austero e distaccato, l’invasione del polpo gigante a Milano rappresenta una boccata di leggerezza. È un’opera che invita al tatto, che gioca con le proporzioni e che trasforma l’allestimento in un’esperienza immersiva.
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