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Rosanna Bianchi Piccoli, «Raku», 2019.

Credits Melina Mulas.

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Rosanna Bianchi Piccoli, «Raku», 2019.

Credits Melina Mulas.

Una serata per Rosanna Bianchi Piccoli, una delle figure più significative della ceramica italiana del secondo dopoguerra

Martedì 17 marzo 2026, dalle 18.30 alle 19.30, in Triennale a Milano ci sarà un'incontro dedicato a Rosanna Bianchi Piccoli, una delle figure più rilevanti della ceramica italiana del secondo dopoguerra

Redazione GdA

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Rosanna Bianchi Piccoli (Milano, 1929–2025) è stata una delle figure più significative della ceramica italiana del secondo dopoguerra. A partire dagli anni Cinquanta ha sviluppato una ricerca personale che attraversa ceramica, scultura e disegno, muovendosi tra tradizione artigianale e sperimentazione formale. Il suo lavoro si colloca in un momento di grande trasformazione della cultura visiva italiana, quando il dialogo tra arte, design e arti applicate apre nuovi territori di ricerca.

A questa figura è dedicato l’incontro che si terrà martedì 17 marzo 2026, dalle 18.30 alle 19.30, in Triennale Milano. L’appuntamento, promosso da Triennale Milano, Associazione Culturale The White e Archivio Rosanna Bianchi Piccoli, segna la conclusione della prima fase del progetto di archiviazione, studio e valorizzazione dell’opera dell’artista, realizzato con il patrocinio di Fondazione Cariplo.

Nel corso di oltre cinque decenni di attività, Bianchi Piccoli ha costruito un linguaggio riconoscibile, fondato su un rapporto diretto con la materia e sul valore del processo. Le sue opere riflettono una costante attenzione al fare e alla dimensione tattile della ceramica, ma anche una sensibilità pienamente contemporanea, capace di dialogare con il contesto artistico e culturale del suo tempo. Attorno al suo lavoro si sviluppa una rete di relazioni che coinvolge gallerie, fotografi, architetti e protagonisti della scena culturale milanese e internazionale.

L’incontro rappresenta una prima restituzione pubblica del lavoro svolto sull’Archivio Rosanna Bianchi Piccoli. Il progetto ha riguardato l’inventario, la catalogazione scientifica e la digitalizzazione di un ampio patrimonio composto da opere ceramiche, disegni, taccuini, materiali d’archivio, corrispondenze e fotografie storiche. Un lavoro che ha permesso di organizzare e rendere accessibile un corpus complesso di documenti, offrendo nuove basi per lo studio e la valorizzazione della sua opera.

La presentazione si inserisce inoltre nel percorso di ricerca che Triennale Milano dedica al tema degli archivi e nasce dalla lunga relazione tra l’artista e l’istituzione. Nel rinnovato percorso espositivo del Museo del Design Italiano è attualmente esposto «Vaso Doppio con Manico di Corda» (1962), prodotto ed esposto dalla galleria Il Sestante di Milano e oggi parte della collezione di Triennale.
L’archivio conserva anche importanti repertori fotografici con immagini realizzate, tra gli altri, da Aldo Ballo, Alfa Castaldi, Ugo Mulas, Melina Mulas, Oliviero Toscani e Filippo Romano, materiali che documentano non solo le opere ma anche il contesto culturale in cui l’artista ha operato.

Una sezione del progetto è dedicata alla casa e allo studio dell’artista a Milano, ambienti concepiti come spazi di vita e lavoro strettamente connessi. Questi luoghi sono oggi oggetto di ricerca e documentazione visiva, anche attraverso un lavoro filmico avviato dal regista Luca De Santis. All’incontro intervengono Marco Sammicheli, Direttore del Museo del Design Italiano di Triennale Milano; Damiano Gullì, Curatore per Arte contemporanea e public program di Triennale Milano; Cloe Piccoli, Archivio Rosanna Bianchi Piccoli; Maddalena Scarzella, Archivio Il Sestante, Milano; Lisa Andreani, curatrice indipendente e dottoranda presso l’Università IUAV di Venezia e l’Université Paris 8 di Parigi; Corrado Beldì, imprenditore e scrittore.

Redazione GdA, 06 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

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