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Margherita von Guggenberg
Leggi i suoi articoliLa fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino svela il proseguimento del programma 2026 in una serata di inaugurazione multiple, dedicate a quattro mostre personali di artisti internazionali e non. Una collezione di temi moderni e approcci completamente unici, che affrontano le complessità di produrre arte che esprima, in modo sincero, ciò che non può essere ancora spiegato a parole.
L’evento avrà luogo il 15 di Aprile a partire dalle 19:00, introdotto dalla fondatrice Patrizia Sandretto Re Rebaudengo e con la partecipazione dei curatori Massimiliano Gioni, Hans Ulrich Obrist e di due degli artisti protagonisti: Diego Marcon e Xin Liu.
Krapfen
Diego Marcon
15 aprile – 2 agosto 2026
In esposizione il frutto della prima edizione del New Futures Productions Fund, collaborazione a sostegno della produzione artistica fra la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e il New Museum di New York. L’opera è stata commissionata da parte del fondo all’Italiano Diego Marcon, che con Krapfen rielabora ulteriormente la struttura del linguaggio cinematografico e dei suoi generi, producendo un immaginario alienante che stimola la partecipazione dello spettatore. Krapfen si ispira al musical e all’età dell’oro dell’animazione americana riappropriandosi delle loro caratteristiche principali: un protagonista fanciullesco, oggetti danzanti, un accompagnamento musicale d’eccellenza da parte di Federico Chiari. Ma qualcosa di inquietante perseguita i fotogrammi di questa fotografia frenetica, in cui anche l’immagine più innocua può trasformarsi in un simbolo di terrore e annientamento.
Danzante
June Crespo
15 aprile – 11 ottobre 2026
Danzante è la prima mostra personale in Italia di June Crespo, artista multidisciplinare spagnola che dedica questo programma espositivo a peculiari assemblaggi scultorei. Crespo lavora sulla materialità e le capacità comunicative dell’opera attraverso la manipolazione della superficie e l’imitazione di strutture organiche. Fiori dell’iris e uccelli del paradiso popolano lo spazio espositivo creando relazioni con l'architettura e il corpo dello spettatore che si ritrova a ballare intorno a queste singolari figure. L’intenzione è proprio far percepire l’intreccio della nostra esperienza sensoriale e spirituale con tali oggetti, realizzati con una quantità di materiali e tecniche sovrapposte- dai calchi in bronzo alle scansioni 3D riprodotti in gesso. Ideata in collaborazione con le realtà internazionali del MO.CO di Montpellier e la Secession di Vienna, Danzante ricuce i lembi apparentemente inconciliabili dei conflitti di un mondo post-industriale attraverso opere che, nella loro frammentazione materiale, raggiungono una dimensione in intima conversazione con l’umano.
Theatre of the Mind
Lenz Geerk
15 aprile – 11 ottobre 2026
Lenz Geerk sbarca per la prima volta in Italia con la mostra personale Theatre of the Mind, in cui figure pittoriche salgono sul palcoscenico di scenari esistenziali e rappresentazioni metaforiche dalle sfumature introspettiva. Si tratta di una prospettiva globale sul personalissimo stile figurativo dell’artista svizzero, il quale concentra la sua ricerca artistica sull’esplorazione delle sfaccettature emotive di grande intensità. I suoi soggetti variano dal ritratto alla natura morta, evitando la narrazione drammatica per intravedere piuttosto quella sottile tensione psicologica che abita al confine fra l’osservazione e l’esperienza. Geerk rappresenta le imprese della vita quotidiana attraverso un linguaggio pittorico in cui ogni tratto raccoglie un significato profondo; le opere in mostra a Theatre of the Mind danno forma ed espressione alle nostre complessità più segrete.
EXHAUST
Xin Liu
15 aprile – 11 ottobre 2026
La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e la K11 Art Foundation Hong Kong presentano EXHAUST, il progetto espositivo dell’artista cinese Xin Liu composta da tre opere («The White Stone», «The Map: Karamay» e «The Lab») incentrare sull’eccesso, sull’audacia: il materiale di rifiuto della nostra epoca industriale. Liu delinea un processo di esaltazione e decadimento dei sistemi dell’ambizione umana, portando alla luce questo circolo vizioso con il nome di Cosmic Metabolism: un'indagine in ambito artistico e filosofico, fortemente radicata nelle tradizioni e nei paesaggi della Cina occidentale che Liu ha a lungo attraversato. Tre lavori in tecniche intrecciate, collegati non solo da un tema ma da una metodologia condivisa e una filosofia che è premessa e conclusione dell’opera: il rifiuto non è la fine, ma una fase rigenerativa in un eterno ciclo di trasformazione metabolica.
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