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Una veduta interna di Palazzo Rota, San Giorgio Maggiore, Venezia

Photo: Iacopo Carinci

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Una veduta interna di Palazzo Rota, San Giorgio Maggiore, Venezia

Photo: Iacopo Carinci

Venezia, Pacini Group restaura Palazzo Rota

La dimora storica in Piazza San Marco rinasce con un progetto dello Studio Marco Piva di Milano nel rispetto del patrimonio esistente reinterpretato in chiave contemporanea

Gianfranco Ferroni

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A Venezia è stato portato a termine il restauro di Palazzo Rota. Una dimora storica, in Piazza San Marco, che rinasce con Pacini Group: all’interno, sei residenze turistiche. Il lavoro è stato progettato dallo Studio Marco Piva di Milano in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia. 

Si chiama Palazzo Rota-Luxury Apartments, in Calle dei Fabbri, ed era stato edificato originariamente come opificio tessile: nel corso dei secoli ha subìto numerose trasformazioni, diventando una vetreria, poi un museo e ancora una residenza nobiliare. Come sottolineano i promotori, «il nome rimanda all’iconico stemma in pietra, posto sulla facciata principale rivolta verso Piazza San Marco, una ruota che richiama le origini laboriose e simboleggia il fluire del tempo, in sintonia con le acque che abbracciano la città». Le residenze prendono il nome dalle isole della laguna, Murano, Burano, Torcello, Sant’Erasmo, Lido di Venezia e San Giorgio Maggiore. Proprio quest’ultima si distingue per la presenza di una terrazza privata, dalla quale si gode una vista mozzafiato sui tetti e sul campanile di San Marco.

«Offrire gli appartamenti di Palazzo Rota nel cuore di Piazza San Marco significa regalare ai nostri ospiti un’esperienza esclusiva e autentica. Siamo convinti che il vero lusso nasca dal rispetto delle proprie radici: solo conoscendole e valorizzandole si può dare vita a un’innovazione che custodisca l’anima di un luogo», ha affermato Emidio Pacini, Ceo di Pacini Group. Gli interni, progettati dallo Studio Marco Piva, raccontano Venezia attraverso scelte che ne reinterpretano l’identità in chiave contemporanea. Le geometrie delle finiture si ispirano al veneziano Carlo Scarpa, con linee pulite e raffinati giochi tridimensionali che omaggiano il maestro e la sua capacità di fondere rigore formale e sensibilità materica. Tessuti e carte da parati della storica azienda veneziana Rubelli, alcune tratte da motivi seicenteschi rielaborati in versione moderna, diventano un omaggio alla città e alla sua tradizione tessile, qui trasformata in un linguaggio attuale. Per Piva, «Venezia impone a chi progetta il rispetto di una storia millenaria e di un contesto unico al mondo. Nel progetto di Palazzo Rota, ogni spazio abitativo racconta questo dialogo: l’interior design diventa un ponte tra memoria e modernità, dove il fascino del passato si fonde con l’eleganza e il comfort del vivere contemporaneo».

Un’attenzione particolare è stata dedicata alla conservazione del patrimonio storico, recuperando e valorizzando i pavimenti in seminato originale di due appartamenti e reinterpretando alcuni elementi preesistenti, come le parti in vetro del parapetto della scala interna, trasformate in un separé scenografico all’ingresso. Il colore gioca un ruolo fondamentale nel progetto di Palazzo Rota, caratterizzando ogni ambiente con tonalità uniche che si estendono fino ai soffitti, creando spazi immersivi e avvolgenti; le carte da parati aggiungono un tocco distintivo, reinterpretando la tradizione tessile veneziana. Gli arredi sono stati progettati come elementi self-standing, da appoggiare, integrandosi con discrezione negli spazi nel rispetto della naturale conformazione della struttura, offrendo valore aggiunto alla bellezza autentica del palazzo. Ogni appartamento, dal primo al quarto piano offre il comfort di una o due camere da letto, elegante soggiorno con divano letto, cucina completamente accessoriata e uno o due bagni. Palazzo Rota è la seconda struttura di Pacini Group a Venezia dopo il The Venice Times recentemente entrato sotto il brand Vignette Collection-Ihg.

Gianfranco Ferroni, 22 ottobre 2025 | © Riproduzione riservata

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