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Luana De Micco
Leggi i suoi articoliDopo oltre tre anni di lavori, il 22 aprile riapre al pubblico il MADD-Musée des Arts décoratifs et du Design di Bordeaux. Una riapertura, per ora parziale, ma che rappresenta un momento decisivo nel lungo progetto di trasformazione e di modernizzazione del museo di Bordeaux che, iniziato una decina di anni fa, è destinato a concludersi nel 2027.
Cuore dell'intervento è stata la riunificazione dei due corpi architettonici che compongono il museo: l’Hôtel Lalande, dimora storica del XVIII secolo, e l’ex prigione municipale della fine dell’800, entrambi classificati come monumenti storici. Nato nel 1924 come museo d’arte antica all’interno del solo Hôtel de Lalande, ampliato nel dopoguerra e trasformato nel 2013 in museo del design, il MADD ha progressivamente ridefinito la propria identità, fino a includere, nel 2017, la prigione come spazio espositivo. L’intervento più visibile della ristrutturazione attuale è dunque la creazione di un padiglione in vetro e acciaio che collega i due edifici. Ora che la fase più ambiziosa del progetto si è conclusa, a riaprire è l'ala che, tra il 1887 e il 1923, fu occupata dalla prigione e che oggi ospita le sale dedicate al design. L’ala nella lussuosa dimora settecentesca, dove si sta realizzando il restauro dei saloni e delle boiserie, riaprirà invece nel 2027. A quel punto, accoglierà la mostra permanente, completamente ripensata, con circa 3mila opere scelte tra le 33mila presenti nelle collezioni eclettiche, che spaziano da pitture, sculture, opere grafiche e fotografie, a strumenti musicali, armi antiche, oggetti di arredamento e decorazione, oltre che un insieme di 164 miniature del ’700.
A guidare questa operazione complessa è stato lo studio Antoine Dufour Architectes, che ha privilegiato un intervento ecosostenibile piuttosto che un gesto architettonico spettacolare, con l’idea di trasformare e adattare l'esistente alle esigenze e gli standard contemporanei, tanto in materia di conservazione delle opere che di risparmio energetico degli edifici, anziché costruire ex novo. Il budget della ristrutturazione principale supera i 14 milioni di euro, a cui si aggiungono 1,86 milioni necessari a completare i lavori in corso, sostenuti da un mix di finanziamenti pubblici e privati.
Come spiega il museo in una nota, la ristrutturazione ha privilegiato il riuso: circa 200 tonnellate di materiali sono state reimpiegate, l’85% direttamente sul sito stesso del museo. Le qualità termiche della pietra sono state valorizzate per la regolazione naturale della temperatura. Il museo è stato inoltre collegato alla rete di calore urbano alimentata dalla geotermia, contribuendo a una riduzione prevista del 40% dei consumi energetici. Le facciate sono state pulite e consolidate, le pietre sostituite, quando necessario, con elementi provenienti dalle cave poco distanti di Frontenac. Anche le coperture in ardesia e zinco sono state restaurate, mentre le imposte esterne sono state cambiate e i vetri antichi sono stati sostituiti con vetri a protezione UV. Gli spazi interni risultano trasformati, più luminosi, la circolazione dei visitatori è più fluida. Quelli per l’accoglienza dei visitatori sono stati ampliati.
Il MADD accoglie anche due nuove sale per le mostre temporanee e semi-permanenti. Per l’inaugurazione, il nuovo Cabinet des arts graphiques allestisce una selezione di opere che il collezionista Jacques Sargos, originario di Bordeaux, ha donato alla Città nel 2024: la mostra «Morceaux choisis» (fino al 31 agosto) riunisce una quarantina di disegni antichi e moderni sul tema delle arti decorative. La nuova sala René Buthaud, dal nome del noto ceramista attivo a Bordeaux nel ’900, ospita la mostra «Céramiques, corps sensibles» (fino al 4 gennaio 2028), con opere anche di Andrea Branzi, Lucio Fontana e Ettore Sottsass. Le celle dell'antica prigione presentano invece una mostra della giovane designer francese Pauline Deltour (fino al 21 settembre).
René Buthaud, vaso, 1929, Musée des Arts décoratifs et du Design, Bordeaux. © MADD Bordeaux - L. Gauthier
Vaso, 17mo secolo, Spagna, Musée des Arts décoratifs et du Design, Bordeaux. © MADD Bordeaux-L. Gauthier
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