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Il primo piano con i nomi degli scienziati uomini, dipinti nel 1889 a lettere d’oro alte 60 centimetri

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Il primo piano con i nomi degli scienziati uomini, dipinti nel 1889 a lettere d’oro alte 60 centimetri

Non più solo uomini: sulla Tour Eiffel troveranno posto i nomi di 72 scienziate

Gustave Eiffel volle inserire «i nomi dei più grandi scienziati che hanno onorato la Francia dal 1789 ad oggi», ma solo di sesso maschile. Oggi, per riequilibrare il pantheon francese, è pronta una lista da Cornélie Lebon a Marie Curie

Luana De Micco

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Marie Curie (1867-1934), prima donna insignita del Nobel, e due volte, per la Fisica e per la Chimica, è probabilmente la figura più celebre. Ma, tra le donne di scienza i cui nomi potranno figurare già dal prossimo anno sulla Tour Eiffel, compaiono anche quelli della matematica Sophie Germain (1776-1831), che pubblicò sotto identità maschile i suoi lavori sulla teoria dei numeri e dell’elasticità; di Marthe Gautier (1922-2022), cardiologa e pediatra che scoprì il cromosoma responsabile della sindrome di Down; o ancora dell’ingegnera Cornélie Lebon (1767-1812), che sviluppò i lavori sulle lampade termiche del marito Philippe Lebon, inventore del primo sistema di illuminazione a gas. I nomi di 72 donne scienziate sono stati selezionati per essere inscritti sul monumento parigino, accanto a quelli dei 72 uomini di scienza voluti dallo stesso Gustave Eiffel: «Per esprimere in modo tangibile che il monumento che sto erigendo sarà posto sotto l’insegna della Scienza, ho deciso di iscrivere a lettere d’oro sul grande fregio del primo piano, al posto d’onore, i nomi dei più grandi scienziati che hanno onorato la Francia dal 1789 ad oggi», dichiarò l’ingegnere in un discorso del 20 febbraio 1889. I nomi degli scienziati furono dipinti nel 1889, a lettere d’oro alte 60 centimetri, lungo la struttura metallica del primo piano della celebre torre, in modo da poter essere letti anche da lontano. Ma su quel «fregio» non figurava alcun nome femminile.

Il progetto, sostenuto dalla città di Parigi e dalla Sete (la Société d’Exploitation de la Tour Eiffel), nonché dall’associazione dei discendenti di Eiffel, è nato nel 2021, ma è stato lanciato concretamente solo nel 2025. L’obiettivo è di riequilibrare un pantheon che, fino ad oggi, ha raccontato solo la metà della storia. La lista delle scienziate selezionate, resa nota a gennaio, è il risultato di un lavoro collettivo portato avanti da un comitato di esperti, docenti universitari, accademici e ricercatori del Cnr, copresieduto dall’astrofisica Isabelle Vauglin, vicepresidente dell’associazione Femmes & Sciences, e da Jean-François Martins, presidente della Sete: «La proposta di affiancare al fregio degli scienziati, senza modificarlo, un fregio dedicato alle donne di scienza arricchisce il progetto originario di Gustave Eiffel, concepito per rendere omaggio al progresso scientifico e tecnico attraverso la Tour Eiffel. Al tempo stesso, rafforza la funzione simbolica e la vocazione universale del monumento», si legge nel rapporto finale del comitato. Ad aprile il progetto ha ottenuto anche il parere favorevole delle tre Accademie delle Scienze, delle Tecnologie e di Medicina. I lavori potrebbero partire prima della fine del 2026. L’architetto Pierre-Antoine Gauthier, ispettore generale dei siti storici, che ha già seguito l’ultima campagna di verniciatura della Tour Eiffel, si prepara a un cantiere «molto tecnico». Il progetto prevede che i nomi delle scienziate siano inscritti esattamente nelle stesse condizioni dei colleghi uomini, che la storia ha reso più celebri, come Ampère, Arago, Laplace, Lavoisier, Daguerre: al primo piano della Torre, con la stessa tipografia e le stesse lettere d’oro. Nessuna gerarchia, nessuna distinzione visiva, «nel rispetto assoluto dell’integrità del monumento e delle tecniche storiche utilizzate per la sua costruzione». Sempre in «continuità» con la volontà di Eiffel, le scienziate selezionate, non viventi, «vissute dal 1789 ad oggi», sono in prevalenza francesi o hanno condotto i loro lavori in Francia, contribuendo alla ricerca nelle Stem (acronimo inglese che indica le discipline scientifico-tecnologiche: scienza, tecnologia, ingegneria, matematica). 

La selezione si è fatta a partire da una lista iniziale di 150 nomi: «Abbiamo voluto mettere l’accento sul coraggio delle figure pioniere, che sono riuscite a imporsi in ambienti di soli uomini, e tentato di rispettare l’equilibrio tra le discipline», ci ha spiegato Françoise Combes, presidente dell’Accademia delle Scienze. Il gesto è già definito «storico», ed è anche politico, voluto dall’ex sindaca socialista di Parigi, Anne Hidalgo, che aveva lanciato anni fa un appello pubblico per raccogliere fonti, archivi, testimonianze, documenti e fotografie, ed è sostenuto dal sindaco attuale Emmanuel Grégoire. L’obiettivo dichiarato è di lottare contro l’«invisibilità strutturale delle donne nella scienza» nota come «effetto Matilda», dal nome dell’attivista statunitense per il suffragio femminile Matilda Joslyn Gage, che per prima, a metà dell’Ottocento, denunciò il fenomeno: il pregiudizio cronico per il quale i contributi scientifici delle donne vengono sistematicamente minimizzati, attribuiti a colleghi uomini o rimossi dal racconto ufficiale, portando quindi alla loro sistematica esclusione dalla carriera scientifica. Il fenomeno fu spiegato per la prima volta nel 1993 dalla storica della scienza Margaret Rossiter. Sulla Tour Eiffel figureranno anche i nomi di Irène Joliot-Curie (1897-1956), Nobel per la chimica nel 1935, seconda donna a ricevere il prestigioso riconoscimento dopo la madre; Suzanne Noël (1878-1954), prima donna chirurga estetica in Francia e pioniera nella chirurgia plastica riparatrice; e due scienziate straniere: la biochimica britannica Rosalind Franklin (1920-58), il cui lavoro fu decisivo per la scoperta della struttura molecolare del Dna e dell’Rna, e la senegalese Rose Dieng (1956-2008), prima donna di origini africane a accedere alla prestigiosa École polytechnique di Parigi e specialista dell’IA. Ogni nome racchiude una storia appassionante, come quella di Nicole Mangin (1878-1919), unica donna medico al fronte durante la Prima guerra mondiale, o della botanica Jeanne Baret (1740-1807), prima donna a compiere la circumnavigazione del globo, ma travestita da uomo, unica condizione possibile per partecipare alla spedizione di Louis-Antoine de Bougainville tra il 1766 e il 1769. O ancora dell’ostetrica Angélique du Coudray (1712-94), figura caduta nell’oblio, ma prima levatrice in Francia a insegnare come aiutare le donne a partorire, e di Yvonne Bruhat (1923-2025), fisica pioniera nello studio delle onde gravitazionali, la prima a fornire la prova matematica dell’esistenza di soluzioni dell’equazione di Albert Einstein.

Luana De Micco, 13 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

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