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Le opere selezionate instaurano un dialogo diretto con l’architettura e con il paesaggio, distribuendosi tra le sale del piano terra e alcune aree del giardino dell’edificio milanese
- Alessia De Michelis
- 14 aprile 2026
- 00’minuti di lettura
Brigitte Kowanz, «Prospect», 2017
Courtesy Estate Brigitte Kowanz
A Villa Arconati luce intesa al contempo come fenomeno fisico, materia e costruzione simbolica
Le opere selezionate instaurano un dialogo diretto con l’architettura e con il paesaggio, distribuendosi tra le sale del piano terra e alcune aree del giardino dell’edificio milanese
- Alessia De Michelis
- 14 aprile 2026
- 00’minuti di lettura
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliDal 19 aprile al 5 luglio, Villa Arconati a Milano accoglie «Luce», mostra collettiva a cura di Diana Segantini, promossa da Fondazione Augusto Rancilio in collaborazione con la piattaforma Arco.
Il progetto espositivo si concentra su una riflessione articolata attorno alla luce, naturale e artificiale, intesa al contempo come fenomeno fisico, materia e costruzione simbolica. Negli spazi della storica dimora barocca, il tema diventa dispositivo generativo: le opere selezionate instaurano un dialogo diretto con l’architettura e con il paesaggio, distribuendosi tra le sale del piano terra e alcune aree del giardino. Ne emerge un percorso più raccolto e intenso rispetto alla precedente edizione, capace di accentuare la tensione tra contemporaneità e contesto storico.
La mostra riunisce artisti di diversa provenienza, tra cui Gabriella Benedini, Alex Dorici, Flavio Favelli, Brigitte Kowanz, Ivan Seal e Nives Widauer, chiamati a confrontarsi con la dimensione percettiva e concettuale della luce attraverso linguaggi eterogenei. A completamento, il public program «Art Talks On Light» propone conversazioni, visite guidate al tramonto ed eventi serali nel parco storico.
Con questa seconda edizione, Arco consolida la propria identità di piattaforma di ricerca sul contemporaneo, capace di mettere in relazione istituzioni, gallerie e artisti in contesti di forte valore storico. Il progetto si configura così come un ponte (evocato già nel nome) tra tradizione e sperimentazione, attivando nuove modalità di fruizione e riflessione critica.
Situata nel Parco delle Groane, Villa Arconati rappresenta uno dei più significativi esempi di villa di delizia lombarda, al centro di un articolato programma di valorizzazione promosso dalla Fondazione Augusto Rancilio, che da anni ne sostiene il recupero e l’apertura al pubblico attraverso iniziative culturali di ampio respiro.