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Patrizio di Massimo, «28B Erlanger Road (Nicoletta and Diana)» (particolare), 2024

Courtesy l’artista e Giò Marconi, Milano

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Patrizio di Massimo, «28B Erlanger Road (Nicoletta and Diana)» (particolare), 2024

Courtesy l’artista e Giò Marconi, Milano

Alla Estorick Collection di Londra Patrizio di Massimo e i giganti del Modernismo italiano

Un inedito dialogo tra la pittura contemporanea dell’artista jesino e le opere di Boccioni, Carrà e de Chirico per cogliere connessioni (e tensioni) inattese tra passato e presente

Arianna Scinardo

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Che cosa accade quando l’intimità di una narrazione visiva contemporanea incontra la forza scenica e dirompente del Modernismo italiano? La risposta prenderà forma nelle sale della Estorick Collection of Modern Italian Art di Londra che dal 25 febbraio al 12 aprile 2026 ospiterà «Between Us», un nuovo intervento di Patrizio di Massimo all’interno della collezione permanente, organizzato in collaborazione con il Consolato Generale d’Italia a Londra.

Formatosi tra la Slade School of Art di Londra e l’Accademia di Brera a Milano, l’artista jesino (1983), da anni residente. aLondra, porta in mostra una pratica pittorica che indaga sentimenti personali, desiderio e dinamiche esperienziali. Nelle tele compaiono suoi familiari e altri artisti, tra cui Gray Wielebinski e Tai Shani, in un percorso pittorico che si trasforma in una sorta di diario visivo. Alla Estorick, che, custode di oltre 120 opere d’avanguardia, dal 1998 rappresenta un punto di riferimento internazionale per l’arte italiana della prima metà del Novecento, Di Massimo si confronterà direttamente con alcuni dei capolavori di Umberto Boccioni, Carlo Carrà e Giorgio de Chirico, in accostamenti volti a creare risonanze inattese tra passato e presente. 

I dipinti realizzati da Di Massimo tra il 2020 e il 2026 abiteranno gli stessi spazi dei giganti del Modernismo italiano, dando vita a un dialogo serrato tra una rielaborazione contemporanea dell’iconografia del ritratto e i silenzi sospesi della Metafisica, tra la vulnerabilità del soggetto e la potenza del Futurismo.  Là dove i Futuristi celebravano la velocità, la macchina e il mito del progresso, l’artista contemporaneo compie un gesto opposto; rallenta, sospende, ferma il tempo sull’esperienza soggettiva e sulla costruzione dell’identità. Se l’avanguardia storica costruiva la scena come luogo di tensione ideologica e visiva, Di Massimo fa della pittura uno spazio quasi confessionale, dove l’identità si espone nella sua forma più intima. 

«Between Us» gioca deliberatamente sul contrasto. Le opere contemporanee sono accostate a quelle storiche non per stabilire gerarchie, ma per generare connessioni inattese e invitare il visitatore a guardare entrambi i linguaggi con occhi nuovi. In questo contesto, «Between Us» riafferma la volontà della Estorick di mantenere vivo il dialogo tra la storia dell’arte italiana e le sue evoluzioni più attuali. Ne emerge uno spazio di incontro in cui passato e presente si osservano, si sfidano e, talvolta, si rispecchiano.

Arianna Scinardo, 10 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

Alla Estorick Collection di Londra Patrizio di Massimo e i giganti del Modernismo italiano | Arianna Scinardo

Alla Estorick Collection di Londra Patrizio di Massimo e i giganti del Modernismo italiano | Arianna Scinardo